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Amarcord | Domenico Giampà: «Crotone occasione importante per la mia carriera»

Michele Affidato- Banner News

Un talento calabrese, un calciatore dal grande agonismo rimasto impresso nei ricordi dei tifosi crotonesi. Cinque stagioni vissute intensamente dalla Serie D fino alla cadetteria con tante promozioni. Da lì un trampolino di lancio verso la Serie A, conquistata e vissuta con il Messina.

Oggi è tecnico del Sant’Agata realtà che gli sta concedendo la possibilità di mettere in mostra le sue doti da allenatore. Si tratta di Domenico “Mimmo” Giampà, ex centrocampista del Crotone, cuore pulsante di una squadra diventata leggenda ad inizi anni 2000, quella guidata da mister Antonello Cuccureddu. Da Catanzaro a Crotone, in un periodo di grande rivalità tra le due piazze.

Come è nata la tua avventura in rossoblù?

«Ero molto giovane, giocavo nel Catanzaro, fui contattato dal direttore sportivo Beppe Ursino che conoscevo sin dai tempi del settore giovanile, arrivai a Crotone nel torneo di Interregionale, stagione 1996-1997».

Da lì subito un grande legame con la città e la squadra in annate ricche di successi.

«Al Crotone ho giocato praticamente dalla Serie D fino alla cadetteria, sono state in totale cinque annate, con l’intermezzo della parentesi in Serie B con la Lucchese in comproprietà. Ritornato al Crotone ho vissuto annate bellissime soprattutto quella del torneo di Serie C1, 1999-2000. La squadra era molto competitiva, vincemmo il campionato in anticipo. Poi ci furono anche esperienze in Serie B, soprattutto il primo anno facemmo bene. Forse, quella squadra con qualche accorgimento avrebbe potuto anche puntare al doppio salto di categoria».

Dopo diversi anni sente ancora alcuni dei suoi ex compagni?

«Sinceramente poco, diciamo che abbiamo preso strade diverse. Ovviamente rimango sempre legato alla città di Crotone, alla dirigenza che ha saputo raccogliere i frutti del duro lavoro e allo staff».

C’è qualche aneddoto che ricorda con piacere di quelle stagioni?

«Posso dire che avevamo diversi riti scaramantici. Mi viene da ricordare Pecorari che mantenne la fascia in testa per scaramanzia fino a fine campionato, ma c’era anche scaramanzia con il tecnico Morrone. Ricordo che durante gli allenamenti la partitella del sabato doveva finire 2-2. Una volta, quella gara non finì 2- 2, anzi feci un gol che rovinò il risultato sperato, il mister scherzando lo annullò per ottenere questo scaramantico 2-2 finale del sabato. A fine allenamento mi disse: “Se non vinciamo, la prossima gara non la giochi”. La gara non fu vinta e io la sfida dopo rimasi in panchina».

Nel corso degli anni Crotone si è dimostrata una fucina di talenti, anche Domenico Giampà, arrivato in Serie A anche se con il Messina.

«Ho vissuto diverse stagioni con il Messina, era una squadra molto forte. Ci davano per spacciati invece arrivammo in una stagione addirittura settimi battendo tutti tranne che la Juventus».

Messina ricorda anche il grave incidente avvenuto con lo scontro con un tabellone pubblicitario.

«Diciamo che ho rimosso quell’incidente, fu molto grave. Devo dire che ho avuto la sfortuna di subire quell’avvenimento ma anche la fortuna di non subire conseguenze».

Della città di Crotone e dei suoi tifosi che ricordo rimane?

«Bellissimo, da Calabrese conosco il territorio. Poi arrivare da Catanzaro a Crotone, farsi ben volere dalla gente non è facile». Oggi la carriera da allenatore al Sant’Agata. «Si, ho deciso di intraprendere questo percorso. Stiamo lottando per non retrocedere dalla Serie D. Posso dire che allenare ti porta via tanto tempo, devi stare sul pezzo h24. Spero di raggiungere il traguardo con la mia società. In futuro? Vorrei continuare ad allenare, fare gavetta e poi vedremo dove arriverò. Crotone? Mai dire mai, ora darò tutto per il Sant’Agata»

L.V.

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