Un Crotone che fa squadra sempre: spirito di gruppo dentro e fuori dal campo
Longo esalta coesione, amicizie e valori condivisi: un gruppo giovane, compatto e maturo che vive insieme il “viaggio” del campionato
Un Crotone unito, giovane, che fa "squadra" anche fuori il rettangolo di gioco. Lo sa bene il tecnico del Crotone, Emilio Longo, che nei suoi racconti mette al centro spirito di gruppo, legami umani e il piacere di condividere il viaggio, sportivo e non solo.
Longo descrive una squadra eterogenea ma compatta: «Noi abbiamo un gruppo di 26 calciatori, un gruppo molto variegato. Però abbiamo tanta freschezza, tanta gioventù. E mi piace pensare che le generazioni si uniscono all'interno di squadre come la nostra. Uno dei gruppi che mi viene da evidenziare più frequentemente è capeggiato da Andreoni, ma dove Andreoni è il più piccolo di tutti, nel senso che c'è il buon Michele Vrenna, Groppelli, Cocetta, che fanno parte di questo gruppo. Sanno divertirsi. La loro capacità di divertirsi è figlia anche della capacità di Cristian, che è un ’92, di essere molto più giovane di quanto non sia»
Il mister spiega come questi equilibri si riflettano nel quotidiano: «Poi ci sono tante altre belle amicizie. I ragazzi so che con costanza, durante la settimana, vanno a mangiare — cambiando locali spesso — e stanno insieme. Alcune volte portano le proprie famiglie, le proprie mogli, i propri bimbi. Io sono convinto che questo stare bene insieme sia un valore supplitivo e che porteremo, ovviamente, all'incasso alla fine del campionato.»
Spazio anche al ruolo del capitano, punto di riferimento: «Guido è un calciatore la cui leadership è tale da catalizzare l'attenzione dei più giovani e anche dei più grandi. È normale che lui — soprattutto con coloro che hanno i bambini, e hanno moglie — abbia una frequentazione massiccia fra loro e le proprie metà. Da loro ci si aspetta ovviamente la capacità di riuscire a portare maturità, cosa che fa benissimo il nostro capitano, e anche la capacità di essere da esempio per i giovani.»
Una squadra che convince anche per comportamento ed etica: «Quando parlo di questo non mi riporto tutto all'interno del campo, perché anche fuori — devo dire la verità — ritengo di poter essere soddisfatto di un gruppo che si muove bene nelle mura della città, non ne approfitta. E credo che sia anche questo un valore aggiunto.»
Non è la prima volta che Longo sottolinea questo spirito: due settimane fa lo aveva fatto parlando dei viaggi in pullman verso le trasferte. «Un nostro viaggio normale si svolge molto tranquillamente, molto individuale, nel senso che parecchi utilizzino la tecnologia per poter sentire o musica o guardare un film. Noi dello staff spesso ci vediamo, nelle prime parti, qualche film insieme, soprattutto quando sono abbastanza lunghi i viaggi. Poi facciamo un paio di soste: e lì c'è molta condivisione, specie nel momento della pausa, perché la sosta è a meno di 30 minuti rispetto a un viaggio di 6 ore, ad esempio. Quindi anche in viaggio riusciamo a stare bene insieme.»
Fino a trasformare la trasferta in metafora del campionato: «La metafora del nostro campionato deve essere proprio quella: la bellezza di pensare di trascorrere dei momenti insieme attraverso il viaggio. Noi non sappiamo — in questo caso sì — la meta. In realtà non sappiamo la meta qual è. Però abbiamo la certezza che ci piace stare insieme e quindi ci piace goderci questo viaggio. Lo vogliamo fare ancora insieme. E anche quando facciamo i trasferimenti, questa metafora funziona molto.»
Un gruppo che si diverte, si rispetta e corre unito verso la stessa direzione. Un Crotone che fa squadra sempre: nello spogliatoio, in città e in viaggio.
Danilo Ruberto