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Tagliente: «Crotone, bellissimi ricordi»

Michele Affidato- Banner News

Una parentesi carica di soddisfazioni e momenti rimasti indelebili nei ricordi dell’ex difensore pitagorico Vincenzo Tagliente che è stato tra i protagonisti della promozione della squadra allenata dal tecnico Giancarlo Morrone al termine del campionato di Serie C2, 1996-1997. Un’avventura culminata con la vittoria nella finale dei play-off disputata contro il Benevento allo stadio “Via del Mare” di Lecce. Per l’indimenticato calciatore rossoblu 25 presenze arricchite da una marcatura.

«Sono arrivato in Calabria dopo la militanza tra le fila del Matera, il mio trasferimento si è concretizzato attraverso l’operato del dirigente Franco Ceravolo che mi fece a lungo la corte puntando su di me. Al termine del campionato con il Matera, con il conseguimento della salvezza, decisi di accettare questa proposta e di arrivare a Crotone».

Una piazza de sud Italia, ambiente caldo e ricco di entusiasmo.

«Le città di mare mi sono sempre piaciute, i tifosi ci sono stati sempre vicini, escluso un piccolo periodo durato due o tre gare dove i risultati non sono stati quelli sperati. La gente di Crotone, per quello che conosco della città, ha comunque apprezzato questa volontà mia e dei miei compagni di squadra di entrare sempre in campo per sudare la maglia e metterci il cuore in ogni situazione di gioco».

Tra le diverse gare una rimane impressa nei ricordi di Vincenzo Tagliente…

«Ricordo un paio di gare, una contro il Catanzaro in casa in cui  abbiamo vinto 2-0, in quell’occasione non c’era spazio nel quale non fossero presenti tifosi a dimostrazione del grande seguito della gente rossoblu ma anche un episodio che porterò sempre nel cuore: era la settimana che precedeva la gara contro il Chieti, ci fu la morte di Giorgio Di Bari difensore centrale del Bisceglie che è stato mio compagni di squadra a Siracura. Io dovevo andare al funerale a Bisceglie ma la società si opponeva per via della gara importante contro il Chieti. Io lasciai tutto e andai al funerale, in quanto tra le famiglie esistevano grandi legami fraterni. La società un po si arrabbiò, ma decisi di partire comunque. Mi allenai al martedì,  andai li mercoledì e giovedi e tornai a Crotone solamente il venerdì. Al sabato mi allenai e il tecnico Morrone mi chiese se mi sentissi in grado di giocare e io diedi la mia piena disponibilità. Nella gara contro il Chieti riuscimmo a conquistare la vittoria e una delle reti fu segnata da me».

A distanza di alcuni anni con chi di quella esperienza è rimasto ancora in contatto?

«Sento Antonio Divella, Vito Grieco, Pino Tortora, Antonino Piazza e Ivan Moschella. Tramite i social si riesce a restare in legame…».

Il Crotone ora è in Serie A, un risultato un tempo forse inimmaginabile.

«La società era già forte da quelle stagioni, c’erano contatti con la Juventus con diversi calciatori bianconeri che arrivavano in Calabria. Sicuramente c’erano già i presupposti ma ad arrivare a questi livelli forse no, non si poteva immaginare. La società ha sempre viaggiato con voglia di crescere facendo sempre i passi giusti senza strafare».

Gli “squali” dopo la salvezza esaltante del precedente campionato si trovano ora nuovamente in corsa per la salvezza.

«Lo scorso anno vista la classifica non credevo nella salvezza, quest’anno forse quando si poteva auspicare una salvezza più “facile” paradossalmente ci si è trovati in una situazione forse ancor più complessa».

Prossima sfida Udinese-Crotone, cosa ne pensa?

«Bisogna pensare che ogni gara è difficile ed importante allo stesso modo, però la squadra può dire senza dubbio la sua in ogni gara. Il gruppo c’è, le qualità anche quindi speriamo bene».

 

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