#SiracusaCrotone 1-3 | Turati: «Dobbiamo ritrovarci e togliere tutti gli alibi»
Il tecnico azzurro analizza il momento difficile dopo la quarta sconfitta di fila: fiducia nel lavoro, gruppo da ricostruire e appello al De Simone
Il Siracusa esce sconfitto anche dal confronto con il Crotone e allunga una serie negativa che pesa sulla classifica e sul morale. Al termine della gara, Marco Turati analizza con lucidità una partita dai due volti, partendo da una prima fase incoraggiante. «Dal punto di vista psicologico dobbiamo ritrovarci. Penso che la prima mezz’ora sia stata una buonissima partita, abbiamo trovato il gol, spinto tanto e concesso praticamente nulla».
Il tecnico azzurro individua però nel calo successivo uno dei momenti chiave del match. «Dopo il primo gol ci sono stati cinque o sei minuti in cui abbiamo concesso campo. Non è una cosa che ci appartiene e sul secondo gol non abbiamo difeso bene a livello individuale», sottolinea Turati, riconoscendo comunque la qualità dell’avversario: «C’è anche da fare i complimenti perché hanno fatto un bellissimo gol».
Al centro dell’analisi c’è anche la fase di ricostruzione della squadra, profondamente rinnovata. «Siamo come se fossimo all’inizio dell’anno. Abbiamo tolto tanti calciatori e inserito nuovi elementi, alcuni con uno o due allenamenti nelle gambe. È difficilissimo mettere insieme tutto subito». Da qui l’invito a comprendere il momento dell’ambiente. «Bisogna capire cos’è Siracusa oggi e costruire quel gruppo a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà».
Nel secondo tempo, secondo Turati, qualcosa in più si poteva fare. «Abbiamo regalato troppo, compreso un rigore su calcio d’angolo. Ci manca serenità e un po’ di freschezza negli ultimi metri», anche alla luce delle scelte obbligate: «Avevamo due 2006 davanti. Contini ha fatto una grandissima gara fuori ruolo e lo ringrazio».
Turati però non cerca scuse e lancia un messaggio forte allo spogliatoio. «In queste settimane ci sono stati troppi alibi. Io li odio e li leverò tutti. Nelle difficoltà dobbiamo dimostrare di essere uomini, con fame e cattiveria». Un passaggio carico di significato, accompagnato dall’appello allo stadio De Simone: «Io amo giocare qui, anche se oggi manca entusiasmo. Abbiamo il dovere di fare buone prestazioni per noi e per la gente».
Parole di grande riconoscenza anche per il tifo organizzato. «Voglio ringraziare la Curva Anna: mi hanno commosso, ci hanno incitato e chiesto di non mollare. Anche per loro dobbiamo fare qualcosa che vada oltre».
Lo sguardo è già rivolto al futuro immediato, con un calendario complicato. «Ci aspetta un trittico difficilissimo. Zero lamentele, zero alibi. Lavoreremo subito e confidiamo di ripartire per fare qualcosa che può essere straordinario». La strada è in salita, ma Turati non arretra: «Solo con il lavoro quotidiano possiamo venirne fuori».