Serie C | Parola all'Ex Pacciardi: "Il Crotone può e deve lottare per la promozione. Il Girone C? Il più competitivo"

L'ex centrocampista del Crotone analizza il gioco di forze del Girone C di Lega Pro, soffermandosi sull'introduzione della tecnologia con l'FSV

A cura di Redazione
10 settembre 2025 17:14
Serie C | Parola all'Ex Pacciardi: "Il Crotone può e deve lottare per la promozione. Il Girone C? Il più competitivo" -
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Serie C | Due stagioni vissute intensamente con la maglia del Crotone e una promozione indimenticabile sotto la guida del tecnico Francesco Moriero arrivata al termine di un'annata con molteplici difficoltà societarie ma grande spirito di sacrificio da parte della squadra. Uno degli "Eroi di Benevento", Gabriele Pacciardi analizza l'avvio di campionato nel Girone C, focalizzandosi sul gioco di forze del girone e sulla stagione del Crotone.

Nei giorni scorsi il Crotone ha lasciato partire l'attaccante Marco Tumminello, passato dai rossoblù al Benevento per una plusvalenza. Nel 2008-2009 la stessa cosa accadde con Gabriele Pacciardi, ceduto dal Crotone al Benevento per fare cassa a seguito della promozione in Serie B.

"All'epoca fu una stagione calcistica esaltante ma con qualche problema in società. La mia cessione fu propedeutica alla ripresa della società. Ovviamente, Crotone e Benevento vantano una rivalità tra le tifoserie. Le due compagini si sono giocate spesso la promozione, il Crotone rimane poi avanti nelle vittorie nei Playoff. Il passaggio di un calciatore da una squadra all'altra? Si viene visti con l'occhio di chi pretende molto da te. Se fai bene, ovviamente vieni esaltato ma se non riesci a rispettare le aspettative diventi il primo sui cui andare a dare delle colpe".

L'attuale Serie C non sembra più sostenibile: dai casi Taranto e Turris dello scorso anno, in questa stagione potrebbero esserci nuovi casi con società al limite della sostenibilità.

"Forse servirebbe una riforma della Lega Pro con l'introduzione di una serie intermedia. Ritornare alla Serie C1 con l'aggiunta della Serie C2? Non saprei. Bisognerebbe lavorare per rendere la terza serie ancor più spettacolare ma anche economicamente meno impegnativa per le società. Si può guardare anche al formato inglese. La struttura del calcio italiano non regge, non mancano le professionalità ma mancano le risorse economiche e senza quelle non si va da nessuna parte".

Nei giorni scorsi è scesa in campo la Nazionale Italiana di Gennaro Gattuso. I progressi del calcio nazionale sembrano scarsi. Giusto proseguire sull'imporre la presenza dei giovani con squadre Under23 e minutaggio o si dovrebbe puramente puntare alla meritocrazia tralasciando le imposizioni dall'alto?

"Gioca sempre chi merita e chi è bravo. Far giocare un giovane solo in quanto "giovane" non lo migliora, forse gli mette maggiore pressione. I giovani devono avere tempo e modo di crescere, chi è bravo gioca sempre. Era cosi quando giocavo io e potrebbe esserlo anche oggi. La meritocrazia viene sempre premiata, forse non ci sono le qualità tecniche di una volta anche perchè il calcio è cambiato. L'Italia è l'Italia e l'Inghilterra è l'Inghilterra, noi cerchiamo di prendere spesso un pò da tutte le parti andando a creare delle cozzaglie".

Sull'introduzione della tecnologia nel campionato di Lega Pro.

"Penso che prima si stava meglio anche sotto questo aspetto. Io sono per un calcio all'antica, passionale, agonistico forse meno tattico ma più coinvolgente. Ho vissuto il calcio per vent'anni per 365 giorni l'anno. Oggi l'introduzione della FSV ma anche del VAR in Serie A non ha risolto il problema, aiuta in alcuni casi, ma in altri non può essere d'aiuto. Diciamo che forse sarebbe meglio tornare al calcio di una volta, dove dubbi o non dubbi, la partita si viveva di agonismo, tecnica e passione e alla fine vinceva chi era abile a fare una rete in più".

Proprio su questa scia, vince chi segna una rete in più degli avversari: oggi si punta al gioco spesso a discapito del risultato.

"Chi vince ha sempre ragione, non ha ragione chi gioca meglio se alla fine non arrivano i risultati. Una volta c'era meno tatticismo, non c'era il tiki-taka, non c'erano tante cose del calcio di oggi. Il calcio è cambiato, molto. Ma nel cambiare ha perso valore rispetto a prima".

Come valuti il Girone C di Lega Pro e in particolare il Crotone?

"Il Crotone già dal suo nome si porta dietro l'alone di grande squadre, è riuscito ad arrivare in Serie A, ha fatto grandi annate ad alti livelli, si tratta di una città dove si può fare calcio. Il Girone C è competitivo, ci sono citta passionali, piazze con Stadi da categoria superiore e soprattutto proprietà storiche e facoltose. Da calciatore se dovessi scegliere un Girone nel quale andare a giocare andrei sicuramente nel Girone C. Il Crotone deve provare a fare un torneo di vertice, glielo chiedono i tifosi abituati a lottare per le categorie superiori e anche la sua storia".

Leonardo Vallone

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