Serie C | Parola all'Ex De Paola: "Crotone, società forte. Il Cosenza vive grandi difficoltà"
L'ex centrocampista, oggi allenatore, ha analizzato l'avvio di stagione di Crotone e Cosenza, squadre che lo hanno visto militare da protagonista. Domenica sarà tempo di "derby" a tinte rossoblù all'Ezio Scida
Serie C | Crotone e Cosenza, una rivalità che si rinnova: domenica 7 settembre, alle 17:30, le due formazioni calabresi si affronteranno allo Stadio Comunale “Ezio Scida” in una sfida che richiama ricordi di epiche battaglie sul campo. A parlare di questa contesa carica di emozioni è Luciano De Paola, ex centrocampista crotonese che ha vissuto da protagonista tanto la maglia sia del Crotone che quella del Cosenza, due squadre che, oggi, militano nel Girone C di Lega Pro.
"Il Crotone ha mantenuto la sua intelaiatura, i due centrali difensivi, i centrocampisti e due dei migliori attaccanti della categoria. Ha cambiato mantenendo però una base. Vedo anche un Cosenza in grandissima difficoltà, c'è un uomo solo al comando che non è riuscito ad entrare nel cuore dei tifosi. Partecipo spesso a trasmissioni cosentine. Ho giocato con il Cosenza per due stagioni. che ritengo splendide, con mister Zaccheroni e abbiamo fatto un'impresa storica. Ho vinto tre campionati dalla B alla A con Brescia e Cagliari ma quell'anno è come se avessimo vinto un altro campionato. Oggi Cosenza non è più una squadra con alle spalle una società forte, è un Cosenza (società) non ben vista dai tifosi. Questo va a discapito dei calciatori, giocare al "San Vito" senza tifosi è una cosa inconcepibile. Si è creato un qualcosa di incredibile".
Il Crotone arriva a questa sfida reduce dalla vittoria (0-4) dello Stadio "Antonio D'Angelo" di Altamura.
"Il Crotone sta bene, ha qualità. In questo momento con l'ultima vittoria, importante, hanno acquisito maggiore consapevolezza e sicurezza. Sono una squadra che può dare filo da torcere a tutti. Il Crotone lotterà per i primi posti del torneo. Il Cosenza al netto delle conferme di calciatori come Florenzi o Mazzocchi, la vedo in difficoltà soprattutto in difesa".
Il Crotone ha riconfermato Longo, reduce da una stagione importante. Il Cosenza si è affidato a Buscè.
"Tutti gli allenatori vogliono allenare ogni anno, c'è però da fare delle valutazioni anche legate al contesto nel quale vai ad inserirti. Buscè è andato a Cosenza, grande piazza. Ma forse non ha valutato la situazione societaria. Ha richiesto diversi acquisti, giustamente, non è stato accontentato - almeno per ora -, si dovrà adattare al contesto, alla situazione. Dovrà fare di necessità virtù".
Nel mondo del calcio si corre dietro al risultato immediato, si parla poco di programmazione e di progetti.
"Non esistono i progetti, ormai tutto è relativo. Il Crotone con la sua proprietà assieme ad altre società come Benevento, il nuovo Brescia, il Lecco hanno alle spalle proprietà con conoscenza, con mezzi economici. Possono programmare anche per vincere in 1-2-3 anni, quello che il Cosenza oggi non può fare. Sarà molto difficile per il Cosenza vincere a Crotone".
In estate il sogno dei tifosi del Cosenza era legato all'addio di Guarascio e ad una nuova proprietà solida sulla quale basare il presente per dare vita ad un torneo di vertice.
"Loro sognavano questo, però non è stato. La proprietà è rimasta e fa come vuole. La squadra non è personale di un presidente ma è sempre della città, dei tifosi. Se la gente non va allo stadio, se non ci sono ricavi dalle televisioni, se gli sponsor non ti danno una mano, se le stesse Istituzioni non ti sostengono come fai a vivere in questo mondo? Questo dovrebbe portare a delle riflessioni, questo scontro tra città e proprietà non serve a nessuno e danneggia solamente tutti. Oggi il Cosenza è in un vicolo cieco, non si capisce quale soluzione trovare. Il Crotone punta sulla famiglia Vrenna, una società forte e una famiglia seria che non ha mai avuto debiti, ha sempre pagato tutto. Parliamo di due realtà completamente diverse: il Crotone ha fatto lo scorso anno i playoff, continuano a pianificare. A Cosenza non c'è nulla si vive alla giornata".
Sull'introduzione della tecnologia.
"Può essere utile se riesce a chiarire delle situazioni, in modo chiaro e celere. Utilizzarla con una libertà di decisione serve a poco. In queste prime gare ogni qual volta viene richiesta la revisione di una decisione con FSV la decisione del campo viene quasi sempre confermata, facendo quindi perdere solamente del tempo. La tecnologia deve aiutare, deve togliere dubbi. Oggi invece fa parlare più dei dubbi legittimi che si avrebbero con decisioni prese in campo senza tecnologia. Io sono amante del vecchio calcio, credo che si stesse meglio prima senza tecnologia che oggi, se uno strumento non aiuta non serve o per lo meno risulta poco utile per come lo si è concepito oggi".
Leonardo Vallone