Serie C | Parola all'Ex Ambrosi: "Il Crotone può dire la sua. La difesa? Non si possono subire gol così facilmente"

Il Re Leone, uomo di calcio con un passato importante con gli squali, ha analizzato il Girone C e l'avvio di campionato della squadra di mister Longo

A cura di Redazione
27 agosto 2025 20:44
Serie C | Parola all'Ex Ambrosi: "Il Crotone può dire la sua. La difesa? Non si possono subire gol così facilmente" -
Condividi

Serie C | Il Crotone parte bene (contro il Catania in Coppa Italia, 1-0) ma perde all'esordio stagionale in campionato contro il Benevento per 1-2. Una squadra che ha del potenziale ma che deve ancora trovare la giusta amalgama e soprattutto limare qualche amnesia difensiva di troppo, punto debole della squadra già nella passata stagione.

A fornirci il suo punto di vista è l'ex attaccante rossoblù Alessandro Ambrosi. Il "Re Leone", che continua ancora a seguire le sorti degli squali ha voluto evidenziare qualche punto debole ma anche rimarcare i punti di forza di una squadra che si pone tra le migliori del Girone C.

"Il Crotone ha un ottimo organico anche se contro il Benevento ha iniziato con il piede sbagliato. Il problema? Mentale. I gol presi contro il Benevento non si possono subire. Il primo, una palla su rinvio del portiere ospite con attaccante servito, involato verso l'aria e libero di calciare a rete. Il secondo favorito da un errore sempre della difesa, c'è stato anche un rimpallo e diciamo che in questo caso l'errore c'è ma è meno evidente".

Ma come si comportava un tempo l'attaccante, quando il portiere serviva lungo e attendeva l'arrivo della palla? 

"Io quando giocavo e potevo contare in squadra su portieri che avevano nelle loro corde un bel rinvio, attendevo la palla e andavo a cercare un contatto con il difensore, al massimo commettevo fallo se non vincevo il contrasto ma comunque il difensore cerava di opporsi. Al lancio del portiere attaccante e difensore andavano sull'uno contro uno e chi era più bravo senza commettere un fallo aveva la meglio, c'era il momento che aveva la meglio il difensore ma anche quello dove l'attaccante poteva così prendere palla e creare pericolo alla porta avversaria. Oggi è tutto diverso. Sul primo gol del Benevento non c'è stato un contrasto, il difensore del Crotone è come se fosse svanito, non si è seguita al meglio l'azione ed è arrivato lo 0-1".

A prescindere dalla gara persa contro il Benevento il Crotone potrebbe ancora dire la sua per i piani alti?

"Si, la squadra c'è. Il Crotone potrebbe anche inserirsi in una lotta al vertice. Dal mio punto di vista ci sono altre realtà più quotate per il primato, direi Catania e Salernitana. Ci sono poi squadre che potrebbero sorprendere come il Latina o il Potenza. Non si deve dimenticare anche l'Audace Cerignola. Poi, ogni anno c'è sempre la sorpresa: vedesi la Juve Stabia del recente periodo".

Parlando di difesa da "ex" attaccante, meglio difendere a "Uomo" oppure a "Zona", concetti comunque già datati visto le richieste del calcio moderno.

"Io ho un'idea chiara. Secondo me il problema del calcio italiano è proprio in questo basilare. Una volta il calcio del nostro paese faceva della sua forza la marcatura a "Uomo", i difensori di oggi non fanno più i difensori ma cercano sempre la palla per giocarla. Il compito del difensore, come dice la parola stessa è difendere, non far segnare gli avversari. Se ognuno tornasse a fare le vecchie marcature, ad imparare a saper marcare tutto cambierebbe. Il problema non è quindi di schieramento ma sta nel fatto che i difensori moderni non sanno più marcare".

Una nozione che dovrebbe arrivare già da giovanissimi, dove le Scuole Calcio dovrebbero insegnare i "Trucchi" del mestiere ai giovani, formandoli, cosa che a volte non accade sacrificando tutto sull'altare del risultato immediato a discapito della crescita futura.

"Sfondiamo una porta aperta dal mio punto di vista. Oggi ci troviamo in questa situazione perchè nei settori Giovanili è data priorità alla tattica rispetto alla tecnica individuale. Il difensore deve essere fatto lavorare insegnandogli come si difende. Ai ragazzini si insegna come fare le diagonali ma poi non sanno fare una marcatura. Gli attaccanti fanno cento movimenti e poi non sanno calciare in porta. Poi arriviamo con gente cosi nelle Prima Squadre e vediamo quello che succede, oggi nessuno marca più in aria di rigore. Anche in Serie A si vedono gol allucinanti. Secondo me si dovrebbe ridimensionare il tutto e tornare, come movimento calcistico italiano, ai vecchi valori che sono stati quelli che hanno reso grande il nostro calcio".

Sulle qualità della squadra, che idea ti sei fatto?

"Diciamo che in attacco è rimasto tutto invariato con la presenza di Gomez, Tumminello e Murano e non so quante squadre possano contare si calciatori di questo livello. A centrocampo il discorso è analogo. In difesa penso che si dovrà registrare qualcosa, credo che qualcosa in questo reparto dovrebbe arrivare dal calciomercato. Il portiere? Al momento è ancora presto, vedremo nelle prossime gare. Il gruppo è comunque di alto livello e il Crotone potrà dire la sua".

Leonardo Vallone

Segui ilRossoBlu