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Serie C – Crotone | Ecco mister Longo: «Non dobbiamo essere schiavi del risultato ma solo del bel gioco»

Michele Affidato- Banner News

Qui Crotone – Terminata da poco la conferenza stampa di presentazione di mister Longo, momento che apre ufficialmente la stagione 24/25 del Crotone Calcio.
A fare gli onori di casa, il presidente del Fc Crotone, Gianni Vrenna, che oggi celebra il suo compleanno e al quale vanno gli auguri di tutti i tifosi rossoblù.

«Mister Longo ha sposato il progetto Crotone, sa che negli ultimi anni ci sono state grosse difficoltà, un grande spreco di energie sia fisiche che economiche. COn lui abbiamo fatto un determinato discorso. Longo è un bravo allenatore che sa valorizzare anche i giovani. Il progetto Crotone non deve avere il chiodo fisso di voler per forza vincere il campionato. Anche perchè i campionati non si vincono con i nomi, ma con la forza del gruppo. Io penso che mister Longo sia in grado di costruire un bel gruppo. Ho chiesto al mister di trasferire a Crotone tutto quanto ha fatto di buono a Picerno».

Le prime parole del nuovo allenatore rossoblù

«Vi ringrazio perchè vedervi qui è già motivo di responsabilità e perchè no di orgoglio. Permettetemi di ringraziare la mia vecchia società e i miei vecchio giocatori, grazie ai quali oggi sono qui a Crotone. Sono orgoglioso della scelta che ha fatto l’FC Crotone, scelta che mi riempie di responsabilità».

Mister Longo è un fiume in piena che parla di calcio, di identità e anche di cultura citando i nomi forti della tradizione crotonese, come Pitagora, Alcmeone e Rino Gaetano.

«Il lavoro che è stato fatto a Crotone in questi anni è impressionante. La squadra che mi ritrovo ad allenare è di valore assoluto. Adesso la mia bravura sarà quella di ridare valore a questi calciatori che sono calciatori fortissimi. Non è stata una squadra forte, questo è un discorso, ma i calciatori sono di indubbio valore. La mia bravura dovrà essere quella di ridare animo, questa è la responsabilità maggiore, ma tutto questo seguendo un principio, che dobbiamo seguire tutti: guardare avanti! Se qualora dovessimo scegliere di confermare qualcuno o tanti, se a questi ragazzi dovessimo mettere la pressione dell’errore, se il primo errore è il centesimo, perchè stiamo guardando indietro. Allora sbaglieremmo tutti. L’errore deve essere premiato come momento di costruzione. Vengo in una piazza culturalmente esigente, qui dove c’è stato Pitagora, qui dove c’è stata la scoperta di Alcmeone che, qui, ha capito che i sensi fossero collegati al cervello, alla testa. Qui dobbiamo costruire una nuova istruzione a questi ragazzi. Dare la possibilità di rimettersi alla prova. Cavalcare il loro senso di rivalsa, ma tutto questo senza guardare all’indietro. Il passato deve solo essere la forza di voler dare qualcosa in più. Abbiamo una squadra fortissima, cercheremo di farla ancora più forte».

«La voglia di rimettere questa piazza e questa società in una classifica più bella rispetto alle ultime, con una squadra che sia identitaria. La nostra ambizione è questa. Ma dobbiamo arrivarci con una squadra che rispecchi dei valori, che scenda in campo per dominare il gioco, una squadra che faccia riemergere la passione in una piazza che quattro anni fa era in Serie A. Dobbiamo cercare di riportare dalla nostra parte la gente con un progetto che sia identitario. Non c’è una partita che non voglio vincere».

Mister Longo è la terza volta che entra nella sala stampa dello Scida, le prime due da avversario portandosi a casa tanti complimenti ma zero punti. L’allenatore vuole una squadra che diverta e si diverta, ma quanto poi diventano importante i punti e quale piatto della bilancia pesa di più il bel gioco o la classifica?

«Se mai qualcuno capirà sarà senz’altro un altro come me. Se noi lavoriamo conoscendoci è fondamentale capire come si vince e come si perde. Lo capisce chi va in mezzo al campo per cercare di indottrinare una squadra e renderla identitaria, trasformarla in famiglia. Io non ho mai dato un calcio in una partita ufficiale. La mia è una storia di lavoro e di approfondimento. E’ importantissimo come si gioca, anzi fondamentale, e non si può barattarlo per il risultato. Il gioco è l’unica discriminante per mettersi in mostra, per poter far capire che ci può essere un modo diverso di pensare. E qualora lo capissimo ci diverteremo. Quando si va in campo si deve capire che significa voler giocare bene. Il giorno che verrò in questa sala stampa e avremo pressato, avremo tirato più dei nostri avversari, avremo avuto più calci d’angolo, più occasioni,  più possibilità di andare in gol rispetto  agli avversari, se vedremo tutti questi dati ma non saremo protagonisti nel risultato, cosa faremo? Dovremo dire che abbiamo fatto bene! Il gioco è fondamentale. Qualcuno dira: ma il risultato? La mia risposta è che se sono qui a Crotone è perchè abbiamo unito le due cose: giocare bene e fare risultato. Questo non lo potrò fare da solo, ho bisogno della disponibilità dei giocatori,  ma affinchè io abbia questa disponibilità devo essere coerente, ed il giorno in cui avranno giocato bene ma non avranno ottenuto il risultato migliore, io dovrò dire che hanno fatto bene, non devo essere schiavo del risultato. Se riuscissi a fare questo, significherebbe essere stato un buon condottiero per la squadra e i tifosi saranno identitari».


Tutte le altre notizie, gli approfondimenti, le news di mercato e la presentazione di mister Longo nel nuovo numero di CrotoneOk in uscita sabato prossimo 13 luglio 2024.

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