Serie C, arriva il Salary Cap: la Lega Pro punta sulla sostenibilità economica dei club
L’obiettivo è evitare squilibri nei bilanci e favorire una programmazione più responsabile, garantendo costi di gestione e sostenibilità percorribili nel lungo periodo
La Serie C si prepara a una svolta nella gestione economica delle società. La Lega Pro ha introdotto il Salary Cap, il nuovo sistema di controllo del monte ingaggi che punta a garantire maggiore equilibrio finanziario tra i club e a contenere la crescita dei costi. La misura, approvata dall’assemblea della Lega Pro, è entrata in fase sperimentale e sarà applicata in maniera definitiva dalla stagione 2026/2027.
Il principio alla base della riforma è quello della sostenibilità: gli stipendi complessivi dei calciatori dovranno essere proporzionati al Valore della Produzione della società, ovvero alle capacità economiche generate attraverso ricavi, sponsorizzazioni, diritti televisivi e altre entrate. Per la stagione 2025/2026 il limite è stato fissato al 55% del valore della produzione, mentre per il 2026/2027 il parametro previsto scende al 50%.
L’obiettivo è evitare squilibri nei bilanci e favorire una programmazione più responsabile, soprattutto in una categoria dove molte società devono conciliare ambizioni sportive, costi di gestione e sostenibilità nel lungo periodo. Il nuovo regolamento introduce quindi un modello che lega direttamente la spesa per gli ingaggi alla solidità economica dei club.
La riforma interesserà tutte le società della Lega Pro e rappresenta uno dei principali interventi di cambiamento per il futuro della Serie C. Accanto al contenimento dei costi, il progetto punta anche a incentivare investimenti nei settori giovanili e nella valorizzazione dei giovani calciatori, elementi considerati fondamentali per la crescita del movimento.
Il Salary Cap in Serie C è un sistema pensato dalla Lega Pro per limitare il peso degli stipendi dei calciatori sui bilanci delle società e rendere il campionato più sostenibile dal punto di vista economico.
In pratica, il meccanismo funziona così:
Il monte ingaggi non può superare una determinata percentuale dei ricavi del club.
Il parametro di riferimento è il Valore della Produzione, cioè l’insieme delle entrate della società (ricavi da sponsor, diritti televisivi, biglietteria, contributi, plusvalenze e altre voci previste dal bilancio).Il tetto salariale viene calcolato in base a questa percentuale.
Per esempio, se una società ha un valore della produzione di 5 milioni di euro e il limite previsto fosse il 50%, potrebbe destinare agli stipendi un massimo di circa 2,5 milioni di euro complessivi.Il limite riguarda il costo del personale sportivo, quindi non solo gli stipendi netti dei calciatori, ma anche gli oneri collegati ai contratti secondo i criteri stabiliti dalla normativa della Lega Pro.
Chi supera il limite rischia sanzioni.
Le società che non rispettano i parametri possono andare incontro a provvedimenti disciplinari, limitazioni sul mercato o altre penalizzazioni previste dai regolamenti.
L’obiettivo principale è evitare che i club costruiscano squadre con costi superiori alle proprie possibilità economiche, situazione che negli anni ha contribuito alle difficoltà finanziarie di diverse società di Serie C.