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Raffaele Vrenna: «Rappresentare la squadra della mia città mi riempie d’orgoglio»

Michele Affidato- Banner News

Sangue crotonese, cuore rossoblu, quello di un giovane che ha creduto nelle potenzialità della sua terra, che ha deciso di rientrare a casa per seguire le orme familiari e la sua passione. Da qualche mese è nella dirigenza della squadra di calcio cittadina, un club che da 25 anni porta la firma della sua famiglia: abbiamo incontrato Raffaele Vrenna junior, direttore generale del Crotone Calcio, giovane intraprendente e ambizioso. Con lui abbiamo parlato non solo di sport, ma anche della città pitagorica e delle sue prospettive.

Lei è il più giovane dirigente della Serie A: una bella soddisfazione per un ragazzo della sua età.

«Sicuramente. E rappresentare la squadra della mia città mi riempie ancora di più d’orgoglio. Dietro il mio lavoro però, ci sono tanti anni di studio e impegno. Mi sono affacciato nel mondo del calcio con il Crotone ma ho iniziato a fare il procuratore quando stavo a Milano, con risultati positivi, sono anche riuscito a portare qualche ragazzo a militare tra Serie B e C».

Poi la scelta di ritornare nella sua città…

«Si dopo tanti anni passati a seguire il calcio lontano dalla Calabria, ho deciso che dovevo tornare a Crotone. Ho seguito il settore giovanile insieme ad Antonio Galardo e abbiamo portato a casa ottimi risultati. Dall’anno scorso, poi, quando c’è stata un po’ di “confusione” generale, ho cercato con le mie idee di portare qualche miglioria e calmare l’ambiente».

Ha così inizio la tua avventura da Direttore Generale: qual è stato l’impatto con i grandi gruppi dirigenziali della serie A?

«Avere a che fare con Lotito, Galliani, con Carnevali (parla di alcuni dirigenti di squadre di Serie A), non è stato semplice all’inizio. Ma poi anche questa è diventata un’abitudine. C’è chi mi ha accettato subito, e c’è invece chi mi guardava dall’alto in basso. Certo è che bisogna essere preparati. Non si può andare in assemblea di Lega ed improvvisare. Anche perchè si parla di diritti televisivi, di milioni di euro, bisogna prendere decisioni importanti, e il Crotone viene considerato alla stregua di tutti gli altri. Come anche il calciomercato, molti pensano che è come il Fantacalcio, invece hai delle grandi responsabilità perchè hai in mano non solo milioni, ma anche il futuro della squadra. So che il mio non è uno di quei lavori “duri”, però penso che ognuno in quello che fa ci mette la dignità e la passione. E così anche io. Lo faccio per me, per la mia famiglia e per la città in cui sono nato e in cui ho deciso di vivere. Mi sto mettendo in gioco. Molti possono pensare che sia semplice “fare il direttore generale con mio padre presidente”. Io credo che se ti mettono in campo e non sai giocare.. devi dimostrare di valere altrimenti sei fuori dalla rosa».

E non è sempre facile stare “sotto” il papà.

«E’ ancora più difficile, però sono molto testardo ed ambizioso e preferisco riuscirci anzichè mollare».

E’ importante puntare sui giovani, lei ne è un esempio.

«Penso sia giusto dare spazio ai giovani; è importante quello che hanno fatto i genitori, però poi ad un certo punto, per forza di cose, il mondo va avanti, cambiano i punti di vista e allora dobbiamo rimboccarci le maniche anche noi e mostrare quanto valiamo».

Noi abbiamo sempre parlato sul nostro giornale di quello che la Serie A poteva portare a Crotone, di quello che rappresentava per la città: cosa può fare Crotone per accompagnare il percorso della squadra calcistica?

«Potrebbe fare tanto. A me dispiace vedere questa città in questo stato. Sono andato via nel 2006 e Crotone era un po’ più movimentata di oggi. La vedo molto spenta. Vorrei che i ragazzi che sono andati via tornassero per creare, insieme, qualcosa di nuovo che possa riaccendere la speranza in una terra che ha bisogno di noi. Io ci ho creduto e l’ho fatto. In tante cose ci diamo per vinti e questo è molto triste. Come ad esempio per l’aeroporto. Ci stanno isolando, e su questo dovremmo combattere parecchio. Qualche sera fa, stavo ritornando a casa e ho visto la città – in estate – completamente deserta. Il Crotone Calcio ha un po’ risollevato le sorti della città accendendo i riflettori sulla nostra realtà. E’ vero e per quanto mi riguarda posso dare una mano a far conoscere il nostro territorio. Ad esempio, sono stato ospite del Corriere dello Sport e ho promosso le bellezze e le potenzialità della Calabria. Mi auguro che la Regione abbia letto queste parole, e abbia capito che Crotone non deve essere vista come il nemico di turno, ma come un grande promotore per la regione. Io spero che la città si risollevi con il Crotone Calcio, però non tutto si fa con le parole, ci vogliono i fatti».

Sull’aeroporto, la società era intervenuta anche con la campagna “#VolereVolare”, con mister Nicola a fare da spot in tutta Italia durante la pedalata.

«Io spero sia valso a qualcosa. Mi aspetto qualche risposta un po’ da tutti. L’aeroporto in una città come la nostra è davvero importante. Anche perchè, poi, in Calabria non manca nulla, abbiamo tutto ma non sappiamo valorizzarlo. è vero che viviamo in un territorio difficile, però penso che a un certo punto bisogna dire basta, perchè così facendo si muore lentamente».

Lei porta un nome importante, legato al calcio crotonese, ma anche al nome della nostra testata “Il Rossoblu”: è destino che un Raffaele debba stare nel mondo del Crotone Calcio.

«Non lo so se è destino (ride), però sono molto legato a mio zio, gli voglio bene come se fosse un padre. Per me rimarrà sempre il presidente del Crotone. Sono orgoglioso di portare questo nome e di andare avanti per la mia strada, poi quello che ha fatto lui rimarrà nella storia. E spero di riuscire anche io a fare qualcosa che possa segnare il mio passaggio in questa vita».

Naturalmente ci sarà sempre un Raffaele e un Gianni per almeno altri 25 anni di successi. Già ci sono ora.

«Speriamo anche di più, dai!»

Qual è stato il complimento più bello, e da chi, ricevuto insieme al club dopo il raggiungimento della salvezza?

«Be’ un po’ tutti ci hanno fatto i complimenti a fine anno. Me li aspettavo e non me li aspettavo, perchè alla fine sapevamo solo noi quanto ci credevamo nella salvezza, visto che tutti ci davano per spacciati. Ci siamo presi i complimenti, ora la stagione appena conclusa sarà cancellata, ci aspetta un altro campionato».

E a proposito di nuova stagione, come ripartirà?

«Ripartirà con qualche novità sullo stadio. Si sta già realizzando la nuova copertura che a breve verrà collocata sopra al rispettivo settore, in più stiamo valutando l’ipotesi di inserire un maxi schermo al di sopra del settore Curva nord. Una delle novità di questa stagione è poi sicuramente rappresentata dalla rimozione delle vetrate presenti in passato nel settore Tribuna scoperta (distinti) che darà modo ai tifosi di stare ancora più vicini ai calciatori impegnati in campo».

Le operazioni di mercato già concluse mostrano quelle che sono le idee della società.

«Per quanto riguarda la rosa, il nostro obiettivo è quello di crescere e consolidare il gruppo. Per farlo punteremo ancora su un mix formato da gente esperta che conosce la categoria oltre ad alcuni validi giovani che non mancheranno all’interno della rosa. Vogliamo creare un gruppo ben amalgamato che continui il progetto tecnico che ha avuto inizio nell’ultima stagione».

La Redazione

www.ilrossoblu.it


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