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Panarelli: «Il Crotone merita la Serie A»

Michele Affidato- Banner News

Una lunga carriera che lo ha visto vestire le maglie di diversi società con una parentesi tutto sommato positiva anche con la maglia del Crotone, prima di approdare alla Fiorentina, nel momento di rinascita del club viola con il nome di “Florentia Viola” del nuovo corso della famiglia Della Valle. Il difensore Luigi Panarelli ricorda con piacere la militanza con la maglia pitagorica.

«Sono arrivato a Crotone nella seconda stagione di cadetteria della squadra pitagorica, era il campionato cadetto 2001-2002, venivo dal Torino e ricordo di essere arrivato in Calabria insieme al mio compagno di squadra Francesco “Ciccio” Artistico. Sono giunto con tanto entusiasmo, quella fu una stagione con diversi cambi di guida tecnica.  Sono stato bene in questa piazza, sono stato accolto in modo positivo anche dalla tifoseria e dai compagni di squadra. Ricordo con piacere il diesse Beppe Ursino, un direttore “instancabile” per il quale nutro una grande stima. Stessa cosa vale per i fratelli Vrenna che nei miei confronti si sono comportati benissimo».

Quale gara è rimasta impressa nei ricordi?

«La prima partita di Coppa Italia all’Ezio Scida, feci gol io contro il Vicenza di Sommese e Schwoch.  Un impatto molto positivo con questa esperienza, tantè che riuscii a fare gol anche nella gara successiva sempre della competizione nazionale. Ricordo con piacere il preparatore atletico fortissimo, Mimmo Borrelli, si vedeva già da quelle stagioni il suo alto profilo, ma anche compagni di squadra come Andrea Deflorio, Sandro Porchia, Marco Pecorari, Giuseppe Sculli, Giuseppe Geraldi. Era davvero una bella squadra, ma fu una stagione dove non si riuscì a capire il motivo della retrocessione, un torneo particolare, con diverse vicesitudini e cambio di panchina».

Un passaggio dopo soli sei mesi in una nuova squadra…

«Sono andato dal Torino alla Roma e i giallorossi mi diedero in prestito al Palermo, piazza nella quale però sono rimasto solamente undici giorni durante il ritiro, perchè arrivò il presidente Maurizio Zamparini che acquistò la società e decise di portare calciatori suoi. Per questo motivo tornai alla Roma e li in chiusura di mercato fui girato alla Fiorentina,  che veniva dal fallimento. Era la stagione della Florentia Viola, una squadra che si stava ricomponendo e riuscimmo a vincere il campionato».

A distanza di alcune stagioni il Crotone ha fatto strada arrivando fino in Serie A.

«La cosa che ammiro di Crotone, che è simile alla mia Taranto è la presenza di un ambiente caldo. Al Sud le squadre spesso riescono a fare l’exploit ma subito dopo retrocedono o falliscono, il merito del Crotone è stato invece quello di consolidarsi, stagione dopo stagione, questo è un merito della società e dello staff. Sono passati tanti calciatori e tanti allenatori ma le colonne portanti sono state senza dubbio la società e il diesse Ursino, che ha creato ogni stagione una squadra talentuosa e competitiva».

Una stagione, quella della squadra rossoblu che è comunque in linea con l’obiettivo stagionale.

«Il Crotone sta disputando un campionato che è in linea con l’obiettivo stagionale, senza subire le difficoltà e le fatiche di dover sempre rincorrere come nel precedente torneo. Spero che la squadra possa riuscirsi a salvarsi. Da uomo di calcio posso dire che la Serie A è divisa in due tronconi: ci sono squadra che si giocano scudetto o champions league e una parte bassa dove sono praticamente quasi tutti coinvolti nella lotta salvezza. Il Crotone poteva essere con maggiore fortuna in una posizione migliore, peccato aver perso gare come quelle disputate contro Benevento e Spal, ma la squadra mantiene le qualità per poter fare bene e conquistare punti pesanti in queste ultime giornate. L’Ezio Scida che rispetto ai miei tempi è stato ampliato e ammodernato potrebbe essere il dodicesimo uomo in campo».

Gli “squali” affronteranno in successione Fiorentina e Torino in trasferta…

«Il Crotone sta bene, non è da sottovalutare. La Fiorentina sta bene ma non è imbattibile, mentre il Torino viene da un momento negativo. Gli esempi da perseguire sono le gare disputate dai rossoblu a Bologna ma anche contro l’Hellas Verona: quando una squadra si difende e riparte, utilizza una sua filosofia di gioco e questo non deve essere confuso con un gioco “catenacciaro”, nel calcio esistono diverse strategie e ogni squadra affina la sua e sono tutte valide. I rossoblu ha ragazzi con gamba, elementi contropiedisti e può permettersi di giocare seguendo questa falsa riga, secondo il mio punto di vista vedremo gare simili a queste due sfide citate. Saranno sicuramente due sfide divertenti e combattute con la speranza di vedere i rossoblu conquistare nuovi punti».

 

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