#MonopoliCrotone | L'editoriale - L’agonismo era il marchio di fabbrica del Crotone che si faceva amare

– Quando tre anni fa siamo retrocessi dalla Serie B in Lega Pro, ricordo di essere andato ospite ad una trasmissione sportiva su EsperiaTv e, ottimista come sono sempre stato, allora...

A cura di Redazione
12 ottobre 2024 10:00
#MonopoliCrotone | L'editoriale - L’agonismo era il marchio di fabbrica del Crotone che si faceva amare -
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#MonopoliCrotone – Quando tre anni fa siamo retrocessi dalla Serie B in Lega Pro, ricordo di essere andato ospite ad una trasmissione sportiva su EsperiaTv e, ottimista come sono sempre stato, allora dissi che quella retrocessione, forse, poteva fare bene al Crotone, perchè potevamo ripartire, rilanciare un nuovo progetto per tornare ad essere grandi.
A tre anni di distanza devo pensare che, forse, avevo sbagliato?

Non sono in vena di amarcord, ma voglio ricordarmi quando, da giovane, seguivo questa squadra in lungo e in largo, e all’inizio i campi non erano in sintetico, come oggi, ma in terra battuta, ma io ero lì, come tanti crotonesi a sostenere i miei colori.
Parliamoci chiaro, il Crotone, nella sua storia non ha quasi mai avuto una”corazzata”, spesso abbiamo avuto squadre mediocri, forse anche qualitativamente inferiori alla mediocrità, ma ciò che non è mai mancato è stato l’agonismo. Giravamo in lungo e in largo il sud Italia tifando per una squadra che poteva anche uscire battuta dal campo, ma mai sconfitta.
Amavamo quelle squadre e quei giocatori perchè in campo davano l’anima, perchè sudavano la maglia, perchè quando non si arrivava con la tecnica c’era l’agonismo che è sempre stato un marchio di fabbrica per il Crotone.

Oggi tutto questo non riesco più a trovarlo.
La sconfitta di lunedì scorso contro l’Avellino ha tracciato un solco tra chi ama questa squadra, i tifosi, e la squadra stessa. Un solco che sarà difficile colmare. Vedere allo Scida, quei giocatori indossare la maglia rossoblù inermi, disarmati contro un avversario che non mi sembrava proprio il Real Madrid, ci ha fatto male.
Il Crotone, la maglia rossoblù non è un semplice feticcio calcistico, è uno strumento che trasmette un sistema valoriale, è un simbolo per un popolo che nel calcio ha trovato la sua rivincita sociale.

Ma questi valori, adesso, chi li trasmette a questi giocatori?
Oggi arriva la partita contro il Monopoli, sorprendentemente prima in classifica (chi l’avrebbe detto un mese fa?) e forse non arriva al momento sbagliato. Abbiamo bisogno di una scossa, abbiamo bisogno di vedere i nostri giocatori arrabbiati, con il “sangue agli occhi”, con la voglia di strappare la palla agli avversari.
Vogliamo vedere una squadra con carattere che mette in campo l’agonismo e che onori la maglia, cominciando da Monopoli. Perchè se così sarà, allora il risultato non conterà nulla, noi saremo di nuovo lì a gridare: Avanti Squalo!

Antonio Gaetano

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