#GiuglianoCrotone | L'Editoriale - La strada è quella giusta ma manca ancora qualcosa...
– La vittoria di domenica scorsa contro il Taranto è stata fondamentale, forse più della prestazione dei rossoblù. Interrompere il digiuno di vittorie dopo cinque gare era vitale e q...
#GiuglianoCrotone – La vittoria di domenica scorsa contro il Taranto è stata fondamentale, forse più della prestazione dei rossoblù. Interrompere il digiuno di vittorie dopo cinque gare era vitale e questo Crotone c’è riuscito. E ci è riuscito con grinta, con quella cattiveria agonistica che ha portato i rossoblù a ribaltare il risultato, per la prima volta a vincere pur passando in svantaggio.
Si comincia a intravedere il DNA di crotonesità tante volte evocato dalla nostra testata.
Ma la vittoria del Crotone non è stata l’unica bella notizia della settimana, l’arrivo di Andrea Barberis accende l’entusiasmo, per prima il mio. Il ritorno di una bandiera come Barberis non può che essere salutato con gioia dal popolo rossoblù. Con lui abbiamo raggiunto due promozioni in Serie A ed una salvezza (che forse vale anche di più delle due promozioni).
Andrea, così come lui stesso ha dichiarato ieri, può portare alla squadra non solo tanta qualità e tanta esperienza ma anche la mentalità del Crotone, quel valore che può essere trasferito soltanto da chi l’ha vissuto: la crotonesità. Con più crotonesità nello spogliatoio si può pensare di vivere realmente da protagonisti anche questo campionato che non ci vede tra le favorite. Sì siamo sulla strada giusta, lo ribadisco perchè comincio a vedere le cose che vanno nel verso giusto: un progetto di lunga durata con mister Longo, una politica societaria che riparte dai giovani e la crotonesità che comincia a contaminare tutto l’ambiente, dalla squadra alla società.
Ma manca ancora qualcosa.
Manca la gente, mancano i tifosi, ma non nel senso che non ci sono, perchè in realtà ci sono, sono anche tanti e hanno voglia di poter tornare a gioire insieme alla propria squadra. Ma manca il rapporto tra squadra e città, una mancanza che crea una distanza che ammazza ogni entusiasmo.
Il mio sogno è vedere la squadra allenarsi a porte aperte allo Scida e farlo diventare un’abitudine, un appuntamento fisso, così com’era un tempo: uno spazio di incontro tra città e giocatori, per potersi guardare negli occhi, perchè siamo stanchi di vedere le cose tramite gli schermi artificiali dei social. Perchè senza questo incontro non si può creare quella simbiosi necessaria per qualsiasi impresa. Perchè solo guardandosi negli occhi si può trasferire entusiasmo, voglia di vincere, mentalità, ma soprattutto solo incontrandosi ci si può caricare a vicenda. Perchè una pacca sulla spalla o un sorriso è molto meglio di un like.
Bisogna che la squadra si apra alla città, per essere permeata di crotonesità. Sarebbe bello rivedere i giocatori del Crotone nelle redazioni delle testate locali: giornali, radio e tv, così da poterli raccontare alla città, una città che non aspetta altro. Altrimenti quando i nostri ragazzi camminano per strada saranno semplicemente illustri sconosciuti, così come mi capita spesso di constatare quando in tanti mi chiedono: ma quello è un giocatore del Crotone? In questo modo la crotonesità va a farsi benedire. Al contrario, invece, si potrà dire: Avanti Squali!
Antonio Gaetano