#FoggiaCrotone | Longo carica la squadra: «Partita insidiosa, serviranno umiltà e pazienza»

Il tecnico rossoblù: «Abbiamo tanti titolari, il gruppo è la nostra forza»

A cura di Redazione
10 ottobre 2025 09:36
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Il Crotone di Emilio Longo è in partenza dopo mezzogiorno verso Foggia: sei ore e un quarto di pullman per una trasferta delicata, contro una squadra che davanti al proprio pubblico cercherà riscatto e punti pesanti. In panchina ci sarà Delio Rossi, tecnico di lungo corso che lo stesso Longo ha definito «un maestro e un innovatore già vent’anni fa».

«I numeri del Foggia vanno interpretati – ha esordito Longo –. Dopo la sconfitta con il Catania hanno dimostrato solidità, subendo poco e mettendo in difficoltà chiunque. È una squadra ben allenata, da non sottovalutare. Per me è una partita particolare: con Rossi ho iniziato ad appassionarmi al calcio che mi piaceva».

Sui margini di miglioramento, il tecnico rossoblù ha sottolineato: «Siamo cresciuti molto rispetto all’anno scorso, anche nei parametri statistici. Ho utilizzato 23 giocatori: per me tanti sono titolari, anche chi non parte dall’inizio. Sto lavorando perché tutti si sentano protagonisti, non solo chi gioca 90 minuti. Il nostro progetto è il “noi”, non l’“io”».

«Il Foggia sa trasformarsi dal 3-5-2 offensivo al 5-3-2 difensivo. Dovremo avere pazienza e qualità, senza fretta. È una squadra che concede poco e ha attaccanti veloci in ripartenza. L’obiettivo è imporre gioco, restando equilibrati per tutti i 90 minuti».

Sul possibile ritorno di Carnelutti e Sandri: «Sono in ballottaggio con chi ha giocato la scorsa settimana. Deciderò dopo la rifinitura».
Sulla situazione fisica: «Solo Stronati è in dubbio per un virus intestinale, gli altri hanno recuperato».

Il tecnico ha messo in guardia dall’atmosfera del “Pino Zaccheria”: «L’ambiente è caldo e spingerà il Foggia. Guai a sottovalutare un avversario simile: servono sacrificio, pazienza e rispetto. L’umiltà sarà la chiave». «Con il 4-2-3-1 riusciamo spesso ad adattarci al loro centrocampo a tre. Non voglio sacrificare nessuno dei nostri tre attaccanti principali: sono troppo importanti per il nostro potenziale offensivo».

Alla domanda più “di colore”, Longo ha sorriso: «Nello zaino porteremo ambizione e umiltà. Sono due facce della stessa medaglia: bisogna sentirsi piccoli per provare a diventare grandi.
Il viaggio? Dura sei ore e un quarto. Ognuno lo vive a modo suo: musica, film, tecnologia. Con lo staff spesso guardiamo un film insieme. Le soste ci uniscono: è la metafora del nostro campionato, un viaggio che vogliamo fare tutti insieme».

Infine, una riflessione sull’uso delle statistiche: «I numeri spesso confermano ciò che facciamo, anche se arrivano postumi. Oggi siamo più equilibrati, più solidi, pur avendo meno possesso palla rispetto all’anno scorso. È un possesso palla strategico, che ci rende concreti. I ragazzi hanno libertà dentro un modello chiaro: l’imprevedibilità resta l’arma che serve per fare la differenza.»

Danilo Ruberto

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