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Elia: «Crotone, piazza che porterò sempre nel cuore»

Michele Affidato- Banner News

Una parentesi ricca di soddisfazioni in un momento d’oro della squadra rossoblu. L’ex attaccante del Crotone, Firmino Elia ricorda con affetto le sensazioni vissute in Calabria all’interno di una grande squadra ricca di talento, nel campionato di Serie C1, 1999-2000 sotto la guida del tecnico di Alghero Antonello Cuccureddu.

«Sono arrivato a Crotone dal Como. Il mister mi voleva fortemente, su di me c’era l’interesse sia del Palermo che dei rossoblu. Alla fine decisi di sposare la causa pitagorica arrivando in Calabria, una scelta sicuramente importante che mi porto a cogliere frutti importanti della mia carriera».

Un impatto con la città e con la tifoseria positivo e con complicità prima di passare nel mese di Gennaio al Palermo.

«L’impatto fu importante, arrivai a Crotone nel mese di Luglio e fino a dicembre il mio score personale segnava ben 9 gol, molti dei quali importanti ai fini del risultato. Nel mercato invernale sono andato via per una operazione che non ha visto nessun tipo di contrasto con la dirigenza, ci siamo lasciati di comune accordo in modo sereno, un’operazione importante nata dal fatto che essa sarebbe servita a tutti e avrebbe giovato sia a me come calciatore che alla stessa società crotonese. Stimo la piazza rossoblu e conservo ricordi di grande affetto e rimango disponibile ad eventuali ruoli laddove mi venissero proposti perché il legame rimane ancora forte».

Tra le reti siglate una sembra rimane impresa nei ricordi.

«Tra le varie siglate mi viene da menziona sicuramente una gara, Palermo – Crotone 0-1, una sfida che vedeva noi primi in classifica. Quella gara fu decisa da una mia rete con un tiro al volo sotto l’incrocio dei pali. Quella marcatura fu un biglietto da visita visto che dopo circa venti giorni passai proprio ai rosanero».

Un Crotone che dopo alcuni anni ha fatto strada arrivando in Serie A.

«Conoscendo i presidenti ero consapevole dell’amore messo a disposizione della città. Il frutto del loro lavoro li ha portati a raggiungere o obiettivi importanti. Crotone dovrebbe fare loro delle statue perché hanno versamento raggiunto traguardi che sembravano insperati. Non solo la presidenza, ma anche l’aspetto tecnico ha fatto la differenza, mi riferisco al diesse Beppe Ursino uno degli artefici di questi successi, uomo di calcio e si grande intuito che ha saputo far fruttare al meglio i mezzi a disposizione, superando critiche e momenti difficile con la forza del lavoro e delle idee, oggi anche lui rappresenta un emblema di questi successi».

Un finale di stagione difficile, da cuori forti. Il Crotone è chiamato al successo a Napoli e sperare allo stesso tempo in notizie positive da altri campi. 

«Mi è dispiaciuto tanto del pareggio contro la Lazio, un punto ai biancocelesti non ha cambiato nulla in classifica mentre al Crotone potrebbe cambiare tutto. Anche un punto può fare la differenza a fine stagione. Confido comunque nella sportiva delle squadre, e un esempio è stato quello del Sassuolo che ha vinto a Milano contro l’Inter: nessuno se lo sarebbe aspettato invece hanno mostrato come si deve onorare il campionato fino alla fine. La gara di Napoli non è facile, tutto dipenderà dall’aria che tira per quello che concerne il rinnovo di Sarri. Se il tecnico deciderà di rimanere sara più difficile per i rossoblu perché i calciatori proveranno a mettersi in mostra per guadagnarsi una riconferma nel prossimo torneo. Se deciderà di lasciare, qualcun potrebbe mollare la presa e pensare gia al prossimo torneo evitando fatiche o infortuni dall’ultimo secondo».

Un amore che rimane quindi intatto per Firmino Elia, quello che lo vede ancora, questa volta da appassionato seguire il Crotone. 

«Seguo e seguirò sempre i pitagorici, rimarrà sempre una piazza importante che seguirò sempre con tutto il cuore».

Ancora oggi la passione per il calcio vive in un ruolo importante in  terra d’Abruzzo. 

«Sono responsabile nel Tortoreto Calcio, un ruolo che mi è stato concesso dal presidente Giacomo Coccia. Mi occupo sia della scuola calcio che del settore giovanile. Per questo ringrazio la presidenza  e anche il direttore sportivo Gianni Rocceti per la possibilità che mi è stata concessa».

Una dinastia quella di Firmino Elia che prosegue oggi nel giovane figlio Salvatore Elia. 

«Vero,  gioca nella primavera dell’Atalanta, tre settimane fa ha fatto il suo esordio in panchina in Serie A nella rosa dei bergamaschi nella sfida contro l’Inter. E’ un classe 99′ per il quale spero si possano aprire a breve le porte del grande grande calcio da protagonista».

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