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Davide Nicola: «Lo spirito è stato quello giusto, abbiamo peccato di precisione»

Michele Affidato- Banner News

Una prova di grande volontà senza timore dell’avversario non è bastata al Crotone per riuscire a portare a casa la vittoria nel secondo match stagionale contro la neopromossa Hellas Verona. Un punto che smuove la classifica contro una delle dirette contendenti alla salvezza. Al termine dell’incontro il tecnico rossoblu Davide Nicola ha analizzato la prestazione dei suoi ragazzi in conferenza stampa.

«Nonostante una settimana difficile dove non abbiamo integrato altri calciatori, lo spirito penso sia rimasto quello giusto – ha dichiarato il tecnico a fine gara – non abbiamo conquistato i tre punti per difetto di poca precisione. Abbiamo giocato contro una squadra che sicuramente ha fatto contro il Napoli maggiore possesso palla ma che è venuta qui un pochino più attenta tenendo le linee strette; siamo stati bravi nel farci trovare pronti con movimento smarcanti. Mi dispiace perchè i ragazzi meritavano i tre punti, mancano pochi giorni dalla chiusura del mercato e secondo me possiamo rendere ancora più competitiva questa squadra, chiaramente tenendo conto della realtà che ci compete».

Una formazione risicata che ha lasciato pochi margini di manovra al tecnico rossoblu.

«Eravamo molto contati dietro, se non avessi avuto Sampirisi e Ajeti avrei dovuto fare giocare Cuomo – ha sottolineato Davide Nicola – siamo dovuti stare molto attenti, ma le assenze ci hanno permesso di valutare altri calciatori in campo».

Una stagione che si baserà ancora una volta sulla conquista della salvezza.

«Il nostro obiettivo anche quest’anno rimane la conquista della salvezza – ha proseguito il mister pitagorico – credevo che il Verona di questa sera rispetto alla gara contro il Napoli potesse essere ancora più pericoloso, sicuramente noi abbiamo avuto i nostri meriti, ma rimangono comunque una squadra con dei numeri e quindi sono soddisfatto della prova mostrata in campo. Dovremo diventare più precisi e più capaci di attaccare la profondità».

Un attacco che si è basato sulla presenza in contemporanea di Marcello Trotta e Ante Budimir.

«Budimir è comunque una punta che durante il corso degli anni sta imparando a giocare in coppia ad un compagno di reparto, ma rimane comunque una prima punta di riferimento. Ha una professionalità pari a pochi, Trotta non è una prima punta ma è più abile ad interpretare le seconde palle andandosi a cercare lo spazio – ha concluso il tecnico crotonese – è molto abile a giocare con un compagno vicino a sè. Tutti e due però dovranno crescere con il lavoro cercando di attaccare meglio lo spazio in velocità».

www.ilrossoblu.it



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