#CrotonePotenza 2-0 | Longo: «La squadra deve continuare ad avere rabbia e cattiveria»
Longo elogia la squadra per rabbia, cattiveria e maturità, ma sottolinea la necessità di migliorare passaggi, transizioni e rifinitura
È un Crotone che bissa il successo della scorsa settimana e torna alla vittoria allo Scida, che mancava dal 15 dicembre. Finisce 2-0 contro il Potenza dell’ex rossoblù Pietro De Giorgio, dopo il colpo esterno di Cosenza al Marulla. Una squadra convincente, matura, capace di soffrire e colpire nei momenti giusti.
La gara si sblocca al 43’: Sandri accende l’azione sulla sinistra, innescando Matteo Maggio, poi sul calcio d’angolo battuto dallo stesso Sandri è Davide Di Pasquale a trovare la zampata vincente. Nella ripresa il Crotone gestisce, raddoppia e non concede praticamente nulla, mostrando solidità e personalità.
A fine gara, in conferenza stampa, Emilio Longo fotografa così la prestazione: «Credo che la squadra abbia continuato a fare quello che ci eravamo proposti già prima della partita di Cosenza: unire la capacità di stare bene in campo alla voglia di giocare. Non era semplice affrontare una squadra come il Potenza, che nel suo DNA ha l’idea di esprimere calcio, di portare tanti uomini sopra la linea della palla. L’indice di difficoltà era alto e lo avevo detto anche nel prepartita».
Il tecnico rossoblù non nasconde però gli aspetti da migliorare: «Se devo trovare delle pecche, parlo della qualità del passaggio. Per giocare bene a calcio bisogna fare passaggi giusti. Nel primo tempo, sotto pressione, calciatori importanti come Vinicius e Sandri hanno sbagliato qualche ripartenza semplice. Su questo dobbiamo crescere, perché con le profondità che ci concedono gli avversari possiamo fare molto meglio».
Longo apprezza la reazione della squadra anche dopo il brivido iniziale: «Il Potenza ha sfiorato il gol alla prima occasione importante, ma non ho visto paura. Ho visto una squadra che ha continuato a giocare, a lavorare bene, con rabbia e cattiveria. Questo atteggiamento va mantenuto anche nei momenti di difficoltà».
Sul tema della maturità e della gestione del risultato, l’allenatore è chiaro: «La maturità sta nella lettura del campo. Non conta il possesso palla fine a se stesso, conta essere esigenti quando la palla ce l’hai. Possiamo fare anche meno possesso, ma dobbiamo migliorare transizioni, rifinitura e ultimo passaggio. Da calciatori come Sandri mi aspetto che si prendano più responsabilità».
Capitolo singoli, a partire da Cocetta: «Lasciatelo tranquillo. È un 2003, ha fatto una buona partita ma questo deve essere solo un punto di partenza. Ha ancora tanto da migliorare, ha fatto anche degli errori. Però ha uno spirito eccezionale ed è un professionista esemplare».
Parole simili per Gallo e Vinicius: «Devono essere queste le loro partite. Quelle di Cosenza e di stasera non sono un punto d’arrivo ma di partenza. Se vogliamo fare classifica importante dobbiamo alzare ancora il livello».
Sulla crescita generale della squadra, Longo rivendica il percorso: «Questa squadra oggi capisce meglio cos’è la Serie C. Sa essere bella quando può esserlo, ma sa anche fare battaglia. I duelli non li vince l’organizzazione, li vince la gamba, la cattiveria. E questo lo abbiamo capito quando tutto sembrava franare».
Infine il mercato, senza giri di parole: «Arriveranno due difensori centrali, Armini è una possibilità ma non l’unica. E prenderemo sicuramente un attaccante: cerchiamo un ‘nove e mezzo’, né un nove puro né un dieci. È una necessità».