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#CrotonePescara | Allo “Scida” una sfida d’alta classifica

Foto: PescaraCalcio.Com
Michele Affidato- Banner News

Qui Pescara | Il Pescara non può più sbagliare. Non in ottica secondo posto, ormai assai distante e occupato dagli avversari di giornata, ma per non vanificare quanto di buono fatto nei primi 2 mesi e mezzo di campionato e per provare a blindare la terza piazza, sperando oltretutto di essere alla fine dei conti la miglior terza dei 3 gironi di C per avere tutti i vantaggi che questo comporta in ottica playoff. In riva all’Adriatico dal 27 novembre, giorno di Pescara-Catanzaro, spirano forti venti di crisi. Che non si placano e trovano vigore giorno dopo giorno anche per vicende extra campo. Quel giorno di fine novembre il Catanzaro dei record era avanti di sole 3 lunghezze, e si sognava l’aggancio, mentre gli squali di Crotone erano dietro le spalle, non distanti ma comunque staccati nonostante avessero sbancato l’Adriatico alla terza giornata.

Oggi, un mese e mezzo dopo, il Catanzaro è irraggiungibile e anche il Crotone ha preso il largo. 5 sconfitte (di cui 3 di fila in casa), 1 pareggio (subito in rimonta e in casa) e 1 sola vittoria nelle ultime 7 gare, quelle a cavallo della pausa natalizia, significano soli 4 punti sui 21 disponibili: il giocattolo si è rotto e mister Alberto Colombo non è stato finora in grado di aggiustarlo, tra mugugni dello spogliatoio (vedi caso Lescano) e una tifoseria che, continuando la sua contestazione alla società, inizia a perdere la pazienza anche nei confronti della squadra. A livello psicologico si è pagato dazio al brutto ko col Catanzaro, ma questo non basta a spiegare una involuzione così netta e repentina. C’è dell’altro.

Ci sono problemi tattici. Il bel Pescara organizzato, compatto, con le linee corte, in grado di far male con poco e di non subire nemmeno sotto pressione non c’è più. C’è invece un centrocampo che fatica a creare gioco e a coprire la retroguardia, un attacco spuntato non riesce a capitalizzare più le occasioni prodotte, che sono sempre meno, senza il suo bomber principe Lescano (8 gol e 5 assist in meno di un girone, prima di essere accantonato), ed una difesa che prima sembrava essere impermeabile e che ora si è invece riscoperta ballerina (8 reti al passivo, principalmente da sviluppi da palla inattiva, nelle prime 13 partite; ben 15, invece, nelle ultime 8 gare). Preoccupa il rendimento interno (1 punto nelle ultime 4 partite all’Adriatico, dove non si vince dal 13 novembre, giorno dell’1-0 al Messina che coincide con l’ultimo clean sheet della truppa) ma ultimamente anche fuori casa le cose non vanno bene. Se prima del 27 novembre in 7 partite lontano dall’Abruzzo il Pescara aveva centrato 6 vittorie e 1 pari, dopo di allora sono arrivati 1 successo e 2 sconfitte. Mister Alberto Colombo spera allo Scida di ritrovare il “Delfino formato trasferta”.

Il rendimento lontano da casa aveva reso una squadra quasi totalmente nuova (solo 3 i superstiti in rosa della stagione scorsa con Auteri prima e Zauri poi in panchina) la sorpresa del girone C, la potenziale insidia o, se preferite, un pericoloso terzo incomodo tra le cugine calabresi. Per tornare a pensare in grande nel lungo periodo bisogna rialzare la testa, sin da subito.

Luciano Rapa – PescaraSport24.It

 


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