#CrotoneAtalantaU23 | Longo: “Siamo una squadra da salita, dobbiamo continuare a scalare”

Longo: “Abbiamo cercato l’equilibrio, ci siamo sacrificati tanto e i risultati sono la diretta conseguenza”

A cura di Redazione
07 febbraio 2026 18:55
#CrotoneAtalantaU23 | Longo: “Siamo una squadra da salita, dobbiamo continuare a scalare” -
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Il Crotone centra la quarta vittoria consecutiva e certifica definitivamente il cambio di passo di questo 2026, fatto di risultati in serie, identità ritrovata e un entusiasmo che cresce partita dopo partita. Contro un’Atalanta organizzata e di qualità, i rossoblù vincono una gara lunga, dura e combattuta fino all’ultimo secondo, trovando al 94’ il gol decisivo su rigore con il neo acquisto Antonino Musso, simbolo di una squadra che oggi crede davvero fino alla fine.

Emilio Longo, in conferenza stampa, parte dalla mentalità come chiave di lettura del momento rossoblù: “Mi piace immaginare che le cose che ci diciamo poi si concretizzano in campo e soprattutto nella mentalità che la squadra ha assunto in questo momento”. Il tecnico sottolinea come questo atteggiamento avrebbe potuto portare qualche punto in più anche in passato: “Forse questo tipo di mentalità, quella che abbiamo messo oggi in campo, ci avrebbe fatto portare a casa qualche punto in più, non nelle vittorie ma nei pareggi”.

La crescita passa anche dalla capacità di leggere i momenti della gara: “Siamo stati nella volontà di volerla vincere sempre, ma anche capaci di pensare che la partita non si doveva perdere. Scoprirti in modo non equilibrato contro questo tipo di squadra e contro questa qualità avrebbe potuto non farci portare nulla a casa e non sarebbe stato giusto”.

Longo entra poi nel dettaglio delle scelte tattiche e dei cambi, spiegando il ragionamento fatto dalla panchina: “Con i cambi ho cercato di aiutare la squadra rimanendo con un assetto abbastanza equilibrato. Sono stato tentato di andare di nuovo con le due punte, perché avete visto che apporto può dare Musso in termini agonistici e qualitativi, però ho pensato che quel messaggio poteva essere fuorviante”. Il tecnico chiarisce: “Con tre centrocampisti, dopo aver inserito Meli, rimanere a due non mi dava più equilibrio e quantità. A quel punto ho deciso di cambiare soltanto il capitano e andare avanti così”.

Una scelta premiata dal finale: “Ci abbiamo creduto fino alla fine. Abbiamo fatto una partita sufficiente, non migliore o peggiore di tante altre, ma sicuramente migliore sotto l’aspetto dell’equilibrio che la squadra ha mantenuto per tutti i 102-103 minuti”.

L’analisi non nasconde le difficoltà iniziali: “Nei primi 20 minuti secondo me la squadra avversaria ha fatto molto meglio di noi. Eravamo lunghi nelle distanze e mi sono arrabbiato perché l’avevamo preparata andando uomo contro uomo, ma con un secondo di ritardo”. Longo spiega il concetto: “Quando giochi con un secondo di ritardo, che nel calcio sono metri, se dai cinque metri a un avversario tecnico la tua pressione non serve”.

Quando il Crotone ha vinto i duelli, però, la partita è cambiata: “Quando abbiamo fatto meglio nei duelli siamo transitati anche in modo egregio, come nell’azione del rigore prima assegnato e poi tolto”. Sulla crescita richiesta alla squadra: “Dobbiamo migliorare sulle distanze e sulla lettura delle superiorità, perché nel primo tempo siamo stati lenti ad aprire sui terzini”.

Nel secondo tempo, nonostante il vento contrario, Longo vede un Crotone più maturo: “Le distanze potevano essere più vicine proprio per evitare il vento contro. Siamo stati più bravi, siamo andati prima sugli esterni, li abbiamo mossi di più e abbiamo messo più palloni in area”. Un passaggio chiave: “Abbiamo battuto tre o quattro calci d’angolo consecutivi avendo sempre la sensazione di poter fare male”.

Il concetto centrale resta il sacrificio: “Le parole devono essere trasformate in campo. Il sacrificio è quanti metri percorri, quanti duelli vinci, quanto sei disposto a sporcarti”. E ancora: “Abbiamo principi e vogliamo giocare, ma non otteniamo risultati se non ci sacrifichiamo tanto. Visto che ci stiamo sacrificando tanto, i risultati sono la diretta conseguenza”.

Nonostante la quarta vittoria consecutiva, Longo frena qualsiasi entusiasmo eccessivo: “Io alla squadra ho detto che dobbiamo essere alla ricerca della prima vittoria, non della quarta”. Il riferimento è al passato recente: “Ricordavo come stavamo prima di Cosenza. Ognuno aveva a fianco la paura e la paura ci ha fatto tirare fuori il coraggio. Dobbiamo continuare ad avere quella paura”.

La metafora finale è diventata un manifesto: “Noi siamo una squadra da salita. In discesa spesso siamo caduti, ma abbiamo avuto la forza di rimetterci in sella. In salita non puoi smettere di pedalare, se lasci i pedali ti pianti”. E conclude: “Il nostro arrivo non è in piano, è in salita. Dobbiamo continuare a scalare”.

Fondamentale anche il clima interno e il mercato: “Oggi ho la sensazione che chi sta nel Crotone ha voglia di stare nel Crotone”. Su Musso: “Antonino ci ha scelto. Aveva altre possibilità, ma ha voluto solo venire a Crotone e questo entusiasmo lo vedi in campo”. Un’operazione complessa, come racconta Longo: “È stata una strategia eccezionale del direttore Vrenna. Musso ha voluto venire qui e quando un giocatore vede Crotone come un punto di arrivo, poi lo dimostra”.

Il tecnico chiude ribadendo la linea: “Non dobbiamo fare altri ragionamenti. Oggi non siamo pronti. Quando lo saremo ve lo dirò. Per ora dobbiamo andare partita dopo partita, step by step, con questo spirito. Vedremo che tipo di vetta riusciremo a raggiungere”.

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