Crotone-Latina 2-5, Emilio Longo: “Sconfitta cocente e vergognosa”
Dal doppio vantaggio al tracollo: l’analisi dura del tecnico rossoblù dopo il ko allo Scida
Allo Stadio Ezio Scida il Crotone chiude la regular season con una sconfitta pesantissima contro il Latina Calcio 1932, capace di ribaltare il 2-0 iniziale fino al definitivo 2-5. Una gara che lascia strascichi profondi, soprattutto nelle parole dell’allenatore Emilio Longo.
Il tecnico entra subito nel merito della prestazione: “non posso parlare del primo tempo fatto bene, perché il secondo tempo cancella tutto. È troppo brutto per poter analizzare altro”.
Poi l’ammissione più dura: “non c’è giustificazione che tenga, ci hanno mangiato, hanno meritato di vincere e noi abbiamo meritato di subire una cocente e vergognosa sconfitta”.
Nessun alibi, nemmeno sugli episodi arbitrali: “l’arbitro può aver inciso, ma quando gli altri meritano bisogna ammetterlo, altrimenti si è incoerenti”.
Il punto centrale diventa mentale. Emilio Longo insiste: “l’errore più grande è non aver capito l’importanza di creare entusiasmo. Era una partita che non cambiava la classifica, ma poteva aiutarci sotto questo aspetto. Invece siamo stati noi artefici di un destino grigio”.
E aggiunge: “questa squadra senza la leva del dolore non riconosce l’importanza di quello che fa. Adesso siamo di nuovo nel dolore”.
Da qui lo sguardo ai playoff: “dobbiamo prepararli con la paura addosso, perché questa paura può darci una grossa mano”.
Il tecnico non dimentica il pubblico: “chiedo scusa per il secondo tempo e mi auguro che la gente venga in massa. Se poi meriteremo fischi li accetteremo, ma abbiamo bisogno di entusiasmo”.
Tra le pieghe della sconfitta, però, prova a salvare qualcosa: “ho visto il primo gol tra i professionisti di Bruno, un Russo che è un gladiatore, minuti importanti per i giovani. Il futuro può essere importante”.
Ma torna subito sul presente: “non dobbiamo vivere nel futuro, il futuro prossimo sono i playoff. E lì servono uomini che non si sottraggono alla lotta”.
L’analisi diventa anche tecnica: “nel secondo tempo siamo stati passivi, abbiamo perso i duelli, sul pareggio siamo stati superati sulla fascia come birilli e abbiamo sofferto troppo sulle palle inattive. È stato un calo di concentrazione evidente”.
Il rammarico resta forte: “mi porto a casa una grande tristezza, oggi non lo meritava l’ambiente. Dovevamo creare entusiasmo e abbiamo perso un’occasione”.
Infine, il messaggio alla squadra è netto: “non voglio alibi, non voglio scuse. Possiamo fare grandi cose con quello che abbiamo, ma dobbiamo farle da uomini”.
E la chiusura è quasi un avvertimento: “chi non risponderà a questo richiamo potrebbe anche non giocare. Se serve metterò i giovani”.
Il Crotone ripartirà dai playoff contro l’Audace Cerignola, ma dopo una serata così servirà trasformare il dolore in energia, come chiede Emilio Long