Crotone Calcio | Vrenna: “Tagli, giovani e calciomercato ridotto per salvare la società”

Meno tifosi allo stadio, calciomercato ridotto e sacrifici: “Andremo avanti da soli”

A cura di Redazione
19 dicembre 2025 12:05
Crotone Calcio | Vrenna: “Tagli, giovani e calciomercato ridotto per salvare la società” -
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Dopo un periodo segnato da disamore, con meno pubblico allo stadio, l’allenatore in silenzio stampa, la squadra in ritiro e alcune contestazioni che la società non ha mandato giù, Gianni Vrenna, presidente del Crotone Calcio, torna a parlare. Lo fa per chiarire un momento che definisce tra i più difficili della sua lunga esperienza, spiegando le ragioni di una crisi che non è solo sportiva ma soprattutto gestionale ed economica.

Vrenna introduce così il suo intervento, senza nascondere amarezza e fatica: “È un periodo molto negativo, sono accadute una serie di vicende che mi hanno toccato e amareggiato, però noi siamo qui a metterci la faccia, come abbiamo sempre fatto in tanti anni. Con il massimo rispetto per le istituzioni, quello che è accaduto al Crotone Calcio ci ha messo in grande difficoltà”.

Il presidente del club rossoblu entra nel merito della situazione legata agli amministratori giudiziari, chiarendo che il rapporto è improntato alla collaborazione ma che le conseguenze sono pesanti per la quotidianità del club. “Abbiamo un ottimo rapporto e massima collaborazione, però è una cosa che ci appesantisce molto e che ha creato grandi difficoltà al gruppo e al calcio. Questa vicenda ci ha messo nelle condizioni di subire restrizioni dal sistema bancario”.

Da qui i sacrifici personali per evitare il peggio sul piano sportivo. “Con grande sacrificio ho rispettato i pagamenti che scadevano il 16 dicembre, evitando punti di penalizzazione. Ho dovuto fare scelte dolorose, ma non potevo permettere che la squadra venisse penalizzata”.

Vrenna racconta poi le difficoltà strutturali, introducendo il tema del centro sportivo e dello stadio. “Abbiamo dovuto smontare il centro sportivo e siamo in attesa di rimontarlo. Ci stiamo allenando in condizioni poco dignitose. Anche la tribuna è stata smontata e ad oggi non si parla di come e quando verrà rimontata, a costo nostro. Questa è la situazione reale”.

Nel suo intervento il presidente tiene a chiarire anche il rapporto con la città e con i tifosi, ribadendo di non aver mai alimentato illusioni. “Negli ultimi anni non abbiamo promesso nulla, né ai tifosi né alla città. Abbiamo solo detto che avremmo provato a fare campionati dignitosi e competitivi, ma quando ti trovi davanti società che investono milioni e milioni di euro, noi non siamo alla portata”.

Un passaggio centrale è dedicato a Raffaele Vrenna, direttore generale. Il presidente introduce il suo lavoro come decisivo per la sopravvivenza del club. “Da quando mio figlio Raffaele ha preso in mano la direzione generale non ha fatto altro che abbattere i costi. Dopo la Serie A, la Serie B e quei campionati difficili, ha dovuto solo fare sacrifici. Di questo ne sono orgoglioso, perché l’obiettivo è non far sparire la società, come è successo a Rimini, alla Spal o come sta succedendo a Trapani e Siracusa”.

Da qui l’annuncio più duro, che Vrenna introduce come inevitabile. “Purtroppo dobbiamo ridimensionare molto già da gennaio. I costi non sono più sostenibili, il gruppo non riesce più a reggerli. È preferibile tenere in piedi una realtà che garantisce lavoro a circa trecento famiglie. In questa categoria si vive in una palude, è sempre un bagno di sangue. Le riforme le aspettavamo, ma non sono mai arrivate”.

Il presidente spiega quindi la scelta tecnica che accompagnerà questo ridimensionamento. “Da gennaio punteremo molto di più sui giovani. Quest’anno abbiamo dato poco minutaggio, ma ora dovremo cambiare strada”.

Ampio spazio è dedicato anche all’allenatore Emilio Longo, che Vrenna introduce come una figura centrale sul piano umano prima ancora che professionale. “Il giorno dopo l’arrivo degli amministratori giudiziari è venuto in sede e ci ha detto: qualsiasi cosa vi serva, io ci sono. Non ha mai chiesto nulla. Quello che gli offriamo, lui allena. È un’umanità rara. Mi dispiacerebbe perderlo come uomo prima ancora che come allenatore, insieme al suo staff”.

Il presidente affronta poi il tema delle polemiche nate attorno ai fischi e alle dichiarazioni del tecnico. “Quello che è successo è stato strumentalizzato. Il nostro allenatore non si riferiva alla tifoseria organizzata, ma a qualcuno in tribuna che fischiava dopo una partita vinta. Non ho mai visto una curva fare due comunicati contro un allenatore per una cosa del genere”.

Vrenna allarga quindi lo sguardo al sistema Lega Pro, introducendo una riflessione amara. “È un campionato che l’ho sempre definito una scatola di sardine: non sai se e quando ne esci. Ci sono società che da anni non emergono più. Guardate la Reggina, la Spal, Rimini. Anche città con economia e storia non riescono a sostenere il calcio”.

Il presidente torna sul clima attorno allo stadio, parlando apertamente di isolamento. “In questo momento sento una cappa sullo stadio. Mi sento circondato, mi sento attaccato, mi sento solo. Non si è capito in quale situazione si trovava il Crotone già a settembre”.

Poi i numeri, introdotti come prova di una crisi strutturale. “Con il Casarano abbiamo avuto 500 paganti. Viviamo più di steward che di incassi. L’anno prossimo il monte ingaggi non sarà di 4 milioni ma di 1 milione. Non siamo più nelle condizioni di sostenere certi costi. Gestire lo stadio ci costa circa 200 mila euro l’anno, tutto a carico della società”.

Infine, la chiusura personale, che Vrenna introduce come uno sfogo ma anche come un augurio. “Non so cosa mi contestano. Non aver vinto il campionato? Non aver pagato? Ho dovuto prendere soldi dall’azienda per evitare penalizzazioni. Più di quello che ho dato non riesco a dare. Il mio desiderio è che stiamo tutti bene, soprattutto in salute. Auguro un buon Natale ai veri tifosi del Crotone, con un po’ di serenità sotto l’albero. Noi continueremo finché sarà possibile, anche in modo ridimensionato, ma con dignità”.

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