Crotone Calcio | Da muratore a guardiano dello Scida: la rivincita di Merelli

Merelli, i guanti, la porta e la vita: quando il calcio ti richiama indietro

A cura di Redazione
21 febbraio 2026 11:20
Crotone Calcio | Da muratore a guardiano dello Scida: la rivincita di Merelli -
Condividi

Da muratore in cantiere a portiere titolare del Crotone. La storia di Davide Merelli, classe 1996, è una di quelle che nel calcio moderno rischiano di sembrare fuori tempo, e invece esistono ancora, e noi ve la raccontiamo. Un percorso fatto di cadute, ripartenze e seconde possibilità, che oggi lo vede difendere la porta rossoblù dall’inizio della stagione, vivere stabilmente a Crotone con la moglie e la figlia, e sentirsi finalmente dentro un progetto che lo valorizza anche sul piano umano.

Dopo un infortunio che lo aveva di fatto allontanato dal grande giro, Merelli era finito ai margini del calcio professionistico. A riportarlo in campo è stato proprio Emilio Longo, che lo ha voluto con sé alla Folgore Caratese in Serie D. Quando lo chiamò, Merelli non era in un centro sportivo, ma su un cantiere, a lavorare con il padre. Da lì è ripartito tutto: prima la Serie D, poi la C, fino all’approdo a Crotone, dove oggi è uno dei punti fermi della squadra.

Dopo gli errori nell’ultima gara, il tecnico rossoblù ha voluto difendere pubblicamente il suo portiere, tracciando un ritratto che va oltre il campo:
Merelli è uno sportivo particolare, è l’esempio della voglia di dimostrare che quello che è successo è stato solo un episodio. Parliamo di un ragazzo che per la prima volta ha commesso un paio di errori, mentre in precedenza aveva garantito attenzione e temperamento nel sostenere il gioco della squadra”.

Longo invita a non costruire casi che non esistono: “Non creiamo qualcosa che non c’è. Nei numeri e nelle prestazioni Davide è uno dei portieri più importanti del girone e dell’intero panorama calcistico. È tra quelli con i migliori dati per parate, risposte, gestione della porta e gioco con i piedi”.

La fiducia del tecnico è totale, così come il riconoscimento del valore del percorso compiuto:
Sta facendo un campionato eccellente. Deve solo togliersi un po’ di responsabilità di dosso. Anche lui sa che quella partita non è stata interpretata al meglio, ma è stata una sola partita”.

Nel progetto del Crotone, Merelli è considerato un punto fermo: “Davide è un punto fermo del nostro convincimento tattico. Un portiere può sbagliare come può sbagliare chi tira un rigore. Nell’ultima partita ci siamo giocati tutte le ‘carte’ sugli errori, speriamo che resti un episodio”.

L’allenatore chiede all’ambiente di “tenerselo stretto”: “Tenetevi ben caro Merelli, speriamo che continui a fare tutto ciò che ha fatto fino adesso, perché è un portiere di assoluta affidabilità”.

Poi il racconto più umano, quasi intimo, che restituisce il senso della sua storia: “Quando l’ho richiamato, grazie alla società di appartenenza, Davide stava lavorando in cantiere con il papà. Era fuori dal calcio. È tornato in D, poi in C con me. È un ragazzo spettacolare in tutto, per come vive Crotone, per come si comporta nello spogliatoio. Non creiamo problemi che non esistono: assicuriamoci che continui a parare per noi”.

Oggi Merelli vive Crotone non solo da professionista, ma da persona ben accolta in questa città, che la vive ogni giorno, e che difende la porta dal pallone avversario ma ha segnato anche il goal della sua vita.

Danilo Ruberto

Segui ilRossoBlu