#CosenzaCrotone 0-2 | Longo: “Unire bellezza e concretezza, questo derby ci insegna la strada”

Al “San Vito-Marulla” finisce 0-2: la squadra di Emilio Longo torna al successo dopo un periodo difficile, mostrando concretezza, cattiveria agonistica e maturità. “Bella quando può, brutta quando deve”

A cura di Redazione
20 gennaio 2026 07:04
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Il Crotone si prende il derby di Calabria e lo fa con autorità, espugnando il “San Vito-Marulla” con un netto 2-0 sul Cosenza. Una vittoria pesante, non solo per il valore simbolico della sfida, ma per il momento della stagione in cui arriva. E lo si percepisce chiaramente dalle parole di Emilio Longo, che in conferenza stampa ripercorre il senso profondo di una gara preparata e vissuta come uno spartiacque.

«Abbiamo fatto una buona gara – spiega il tecnico – e passerò sicuramente alla squadra questo riconoscimento. Non c’era neanche bisogno di complimenti, in un periodo che non ci vedeva protagonisti». Il Crotone cambia volto, cambia atteggiamento, cambia piano gara: «Oggi abbiamo organizzato qualcosa di un po’ diverso dal solito. La squadra ha lavorato tutta la settimana con la giusta attitudine e oggi l’ha riportato in campo. Mi è sembrata una squadra che aveva voglia».

I numeri, sottolinea Longo, certificano la prestazione: nove tiri nello specchio contro tre, 13 conclusioni totali, più angoli e maggiore presenza offensiva. Ma il dato che più conta è un altro: «La squadra ha fatto bene anche su quella cattiveria agonistica che spesso non ci aveva visti protagonisti. Forse hanno capito che dobbiamo invertire la rotta, diventare più concreti».

È qui che il tecnico entra nel cuore del discorso: il Crotone non ha mai smesso di giocare, ma aveva bisogno di crescere nel carattere. «Sull’organizzazione siamo sempre stati dentro le partite, ma probabilmente serviva qualche schiaffo in più per reagire. Dobbiamo unire le due cose: essere belli quando possiamo, ma anche concreti e brutti quando serve».

La “ramanzina” promessa in settimana ha funzionato, ma non per magia: «Le cose funzionano perché c’è chi recepisce quello che si chiede. I ragazzi sono sempre stati disponibili. Oggi tutti abbiamo fatto un passo in più verso quella voglia di riscatto che deve restare dentro di noi con continuità». E il messaggio finale è chiaro: «Oggi mi hanno fatto vedere qualcosa di bello. Ora devono continuare a farlo».

Alla domanda sull’importanza di una vittoria che mancava da oltre un mese, Longo ridimensiona i numeri ma non il significato: la pausa natalizia ha inciso, ma il percorso racconta altro. Benevento resta un rimpianto, Altamura una lezione dolorosa. «Quella di domenica scorsa è una partita che abbiamo steccato: tanto possesso, poca qualità, un gol subito sull’unica palla dentro l’area. Questa vittoria, invece, ci può dare consapevolezza e l’idea di poter essere protagonisti fino alla fine».

Ma l’insegnamento resta sempre lo stesso: «Nel girone C di Serie C non basta essere accademici. L’Accademia si fa nelle amichevoli. Qui servono determinazione, duelli vinti, cinismo».

Difficile, oggi, trovare un reparto insufficiente. «La squadra ha corso tanto, è rimasta compatta, ha voluto portare a casa il doppio vantaggio». L’unico neo, se proprio bisogna trovarlo, è nella finalizzazione: «Abbiamo sprecato troppo per chiudere prima la partita. Con 13 tiri, nove nello specchio, dobbiamo crescere ancora. Siamo la terza difesa del campionato: se alziamo il valore esecutivo possiamo toglierci soddisfazioni».

Il derby, però, è anche cuore e appartenenza. «Questa vittoria la dedichiamo al nostro presidente Giovanni Vrenna e al direttore generale Raffaele Vrenna. Sappiamo quanto ci tenessero. Non abbiamo regalato loro momenti di gloria nell’ultimo periodo, stasera sì».

Ora niente voli pindarici: «Abbiamo bisogno di continuità. Festeggiamo 24 ore, poi testa al Potenza. Servirà la stessa carica emotiva, nervosa ed energetica contro un’altra grande protagonista del girone».

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