#CasertanaCrotone | Longo: «Dobbiamo continuare a scalare: il nostro arrivo non è in discesa»
Dalla gestione dei momenti chiave alla crescita mentale: il tecnico rossoblù racconta una squadra che soffre, matura e continua a scalare senza fermarsi
Il Crotone cresce, soffre, sbaglia e poi matura. Lo fa dentro una partita che sembra non finire mai e che diventa lo specchio del momento rossoblù, raccontato parola dopo parola dal suo allenatore. Emilio Longo non si nasconde, anzi accompagna il lettore dentro i 102 minuti vissuti dalla squadra, tra equilibrio cercato, sacrificio imposto e una mentalità che finalmente prende forma.
«Mi piace immaginare che le cose che ci diciamo poi si concretizzino in campo, soprattutto nella mentalità che la squadra ha assunto in questo momento», spiega il tecnico, partendo dalla quarta vittoria consecutiva arrivata non con l’assalto, ma con la gestione. «Abbiamo sempre avuto la volontà di vincere, ma anche la capacità di pensare che la partita non si dovesse perdere. Scoprirsi in modo non equilibrato contro squadre di questa qualità poteva non farci portare nulla a casa e non sarebbe stato giusto».
Longo entra anche nelle scelte dalla panchina, raccontando il filo sottile tra coraggio e prudenza. «Sono stato tentato di andare con le due punte, perché Musso può dare tanto, ma quel messaggio poteva essere forviante. Rimanere con tre centrocampisti ci ha garantito equilibrio e alla fine le cose sono andate bene». Una gara non perfetta, ma significativa. «Non è stata la migliore partita fatta, ma sicuramente è stata migliore sotto l’aspetto dell’equilibrio che la squadra ha portato per tutti i 102-103 minuti».
Il sacrificio diventa il tema centrale. «Le parole devono essere trasformate in campo. Il sacrificio sono i metri percorsi, i duelli vinti, la disponibilità a soffrire. In questo la squadra ha tenuto il passo di una formazione strutturata e di grande qualità». Ma Longo non edulcora l’analisi. «Nei primi venti minuti loro hanno fatto meglio di noi. Eravamo lunghi nelle distanze, in ritardo di un secondo. E nel calcio un secondo sono metri regalati».
Gli errori diventano lezioni. «Abbiamo letto in ritardo dove creavano le superiorità e siamo stati lenti ad aprire sui terzini. Se non li servi, non muovi la pressione». Poi la crescita nella ripresa, anche contro il vento. «Nel secondo tempo siamo stati più bravi, abbiamo accorciato le distanze, cercato di più gli esterni e messo palloni dentro l’area. In quel momento la squadra mi è piaciuta».
Da qui nasce una convinzione chiara. «Stiamo maturando. Non siamo ancora maturi del tutto, ma stiamo crescendo. Abbiamo principi di gioco, ma senza sacrificio non otteniamo risultati. Visto che ci stiamo sacrificando tanto, i risultati sono la conseguenza diretta».
Longo allarga il discorso all’identità. «Per un po’ ci siamo fatti prendere in giro dal gioco. Pensavamo che essere organizzati bastasse. Non è così: i contenuti sono i duelli, le seconde palle, lo sforzo continuo». E individua nel disagio il punto di svolta. «La crescita è avvenuta nel momento del dolore e dobbiamo rimanerci. La paura ci ha dato il coraggio. Dobbiamo continuare ad averle entrambe accanto».
Arriva la metafora che fotografa il momento del Crotone. «Noi siamo da salita. In salita non puoi smettere di pedalare. Se lo fai, ti pianti. Dobbiamo continuare a scalare, senza pensare che l’arrivo sia in discesa».
Sul futuro Longo frena, volutamente. «Abbiamo ancora due partite e dobbiamo pensare prima alla quota salvezza. Poi ritareremo l’asticella, ma sempre partendo dal primo obiettivo». La sensazione però è chiara. «Oggi chi sta nel Crotone ha voglia di stare nel Crotone. Chi è arrivato ci ha scelto e questo si vede in campo».
Musso diventa simbolo di questa nuova aria. «Ha voluto solo venire qui, aveva altre possibilità. Operazione complicata, ma strategia eccezionale della società. Quando uno ti sceglie, lo vedi subito». Così come il valore dell’ossatura. «L’architrave c’era già: Di Pasquale, Merelli, Guido Gomez. Chi è entrato si è inserito in un gruppo vero».
Infine, la partita perimetrale e i singoli. «È vero, siamo andati molto fuori per poi cercare di entrare. La profondità l’abbiamo pescata male, potevamo farlo meglio». Ma su Matteo il giudizio è netto. «Ha fatto un’ottima partita. Il rigore nasce da una sua invenzione e vale il prezzo del biglietto. Quando c’è stato bisogno di fare qualcosa di importante, lo ha fatto».
La chiusura è un manifesto. «Ho una squadra più completa. Nei cambi si è esaltata. Se manterremo viva questa sensazione di merito, ci prenderemo grandi soddisfazioni». Il Crotone continua a scalare, passo dopo passo, senza guardare la vetta, ma senza smettere di crederci.