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Carcuro: «Crotone tappa importante della mia carriera»

Michele Affidato- Banner News

Una breve parentesi con la maglia del Crotone nel torneo di Serie C1, 2008-2009. Un’esperienza comunque felice per il centrocampista Davide Carcuro, autore di tredici presenze nella seconda parte della stagione ma sopratutto di una marcatura in pieno recupero nella semifinale play-off di ritorno sul campo dell’Arezzo. Non dimentica l’avventura in maglia pitagorica l’ex calciatore rossoblu che ha festeggiato a fine stagione con il Crotone una promozione “miracolosa”.

«Ero già stato con il tecnico Francesco Moriero a Lanciano, la società viveva in quel momento un periodo difficile e per questo decise di puntare a gennaio su giovani interessanti da valorizzare. Il mister mi ha telefonato, io ero al Treviso in Serie B ma fuori rosa, Ho accettato e sono arrivato a Crotone, città molto distante da Treviso».

Nonostante le vicessitudini, Crotone si mostrava come un ambiente sereno..

«Si vivevano le settimana ridendo e scherzano, la squadra era sempre con il sorriso».

Un’avventura con diverse soddisfazioni finali…

«Ricordo con piacere il gol siglato di testa allo scadere nella semifinale play-off in casa dell’Arezzo, una rete che se non sbaglio fu anche la mia prima da professionista. Ricordo ancora il cross del Capitano Antonio Galardo e la mia conclusione di testa, tutto molto bello».

Con chi sei rimasto in contatto dei compagni di quella avventura?

«Sento ogni tanto Figliomeni, Pacciardi, Aureli, diciamo questi. Poi ovviamente cambiando maglia, le strade si separano ed è difficile mantenere con tutti il rapporto di prima».

Crotone, un segno del destino…

«Con la mia famiglia passavo le vacanze estive propri a Capo Rizzuto. Dall’età dei due anni fino ai venti le mie estati erano nella terra pitagorica. E pensare che poi sarei tornato qui da calciatore…».

Il Crotone ora è approdato con successo in Serie A.

«Sinceramente era difficile aspettarselo, ma devo dire che proprio la nostra squadra, quella del “miracolo” di Benevento ha dato vita al ciclo che ha portato a tutto questo. Sono contento di questo».

Una gara potrebbe ora separare il Crotone dalla seconda salvezza, obiettivo la vittoria al “Bentegodi” contro il ChievoVerona. Come si prepara questo genere di gare?

«Si preparano da sole, le motivazioni non mancano di certo. Ovviamente deve essere bravo il tecnico a motivare la squadra, educarla più che altro alla disputa di una sfida in modo sereno, senza strafare, in modo da evitare la tensione che può giocare brutti scherzi. Si deve giocare a cuor leggero, credendo nei propri mezzi e vivendo il momento con serenità».

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