Calciomercato | Il Direttore Generale: “Squadra affamata e umanamente migliorata”

Il dg analizza un mercato difficile: «Abbiamo fatto operazioni oculate ma importanti. Solo un esubero. E la squadra ha fame»

A cura di Redazione
04 settembre 2025 11:18
Calciomercato | Il Direttore Generale: “Squadra affamata e umanamente migliorata” -
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«Un giudizio oggettivo sul lavoro svolto non spetta a me, ma agli altri», ha esordito il direttore generale del Crotone, tracciando un bilancio della sessione di mercato appena conclusa. Una finestra che lui stesso ha definito tra le più complesse degli ultimi anni, con rivali del calibro di Trapani, Catania, Benevento e Salernitana capaci di muoversi con risorse ben diverse. «Il Crotone ha operato in linea con una politica di ridimensionamento legata alla categoria. Siamo al quarto anno in Serie C, e abbiamo fatto operazioni oculate ma comunque importanti. Obiettivi raggiunti tutti».

Non mancano, però, le note stonate. Restano in rosa giocatori che si sperava di piazzare, come Federico Ricci. «Un giocatore importante. Purtroppo non si è chiusa una trattativa all’ultimo, ma sono i rischi del mercato».

Lo sguardo si sposta subito sulle novità arrivate in rossoblù: Maggio, Pisani, Andreoni, Piovanello e altri giovani che hanno già lasciato intravedere le loro qualità. «Abbiamo perso elementi chiave come Tumminello, Vitale, Silva e Oviszach, ma li abbiamo sostituiti con profili validi. Maggio, ad esempio, è un mio pallino da anni».

Per Vrenna non è solo questione tecnica: conta anche l’aspetto umano. «È una squadra migliorata dal punto di vista caratteriale. Lotta, corre, lavora sulle seconde palle. Una squadra affamata, che vuole dare tutto in campo. Non so quale sarà il nostro ruolo nel campionato, ma ci auguriamo una stagione dignitosa. Come sempre serve anche un pizzico di fortuna».

Otto nuovi acquisti hanno già messo piede in campo nelle prime due giornate, confermando le sensazioni positive. «I risultati si sono visti, la squadra ha dimostrato carattere e volontà. Il mercato ha mirato a portare quel completamento tecnico e atletico che ci eravamo sempre prefissati. Ora tocca al campo».

La riflessione si allarga poi oltre i confini di Crotone, con una considerazione sul sistema Serie C e la necessità di riforme. «Purtroppo quello che si pensa è che le società abbiano un ruolo chiave nel discorso di riforme, ma non è così. Ci sono club che, presi dall’entusiasmo, vincono la D spendendo tanto e poi si trovano in difficoltà. Io credo che non si possa continuare con campionati dove c’è chi spende milioni e chi prova a fare un giro di giostra».

Un ragionamento che si lega al percorso di sostenibilità avviato dal club quattro anni fa. «Sono stati anni importanti, con piani A e B. Se non si saliva, si continuava, ma sempre gestendo in maniera logica: squadre competitive ma con equilibrio tecnico ed economico, per dare continuità al progetto che è importante per la città».

Gli obiettivi di mercato, secondo il direttore, sono stati centrati in pieno. «Negli ultimi giorni si è lavorato molto: Calvano era un primo obiettivo, poi c’è stata l’idea di Guglio, alla fine sono arrivati giocatori altrettanto importanti. Su Piovanello e Milano, la cosiddetta telenovela dell’estate, alla fine abbiamo avuto ragione: il ragazzo non aveva le problematiche di cui si parlava».

Lo sguardo si proietta inevitabilmente sul girone C, tra i più duri della categoria. «È un girone complicato, con squadre importanti come Catania, Benevento e Salernitana. Il Crotone aveva già un progetto biennale dall’anno scorso: se potessi fare magie ci metterei al primo posto, ma è il campo a decidere. Il nostro progetto continua, con sacrificio e sudore».

Non mancano i giudizi sui singoli: «Berra è un leader, un giocatore che alza il livello della squadra anche dal punto di vista umano. Calvano porta struttura e qualità a centrocampo. Pitingoli è un giovane di valore che abbiamo inseguito da anni, non un ripiego ma un grande colpo. Ci darà equilibrio e dinamismo. Sono tre acquisti di tutto rispetto».

Anche la gestione economica è al centro del ragionamento, con un occhio a chi spende troppo e rischia di crollare. «Abbiamo fatto investimenti mirati. Ci sono società con budget molto più alti, ma il Crotone deve garantire continuità al progetto. Io mi preoccupo di chi spende senza poterselo permettere: noi guardiamo i nostri numeri e costruiamo con logica. Catanzaro, Benevento e Salernitana hanno spalle larghe, noi dobbiamo fare i conti con le nostre possibilità».

In chiusura, Vrenna torna sull’identità della nuova squadra: «Abbiamo messo struttura a centrocampo, qualità in attacco e colmato errori della scorsa stagione. Maggio è un giocatore straordinario, con recuperi impressionanti. Andreoni e Pisani porteranno esperienza e solidità. Credo che sia stata costruita una squadra più fisica, veloce e imprevedibile».

L’obiettivo resta chiaro: nessuna illusione, ma dignità e orgoglio. «Non dobbiamo illudere nessuno: ci sono squadre più attrezzate. Noi vogliamo fare un campionato dignitoso, lottando con orgoglio e rappresentando la città. Non dobbiamo commettere il passo più lungo della gamba. Il Crotone resta una realtà importante ma relativamente piccola: abbiamo fatto la Serie A, possiamo tornarci solo con idee chiare e sostenibilità».

Un percorso che, inevitabilmente, porta anche a una riflessione personale. «Io sono cresciuto con questa società, ho vissuto ogni fase, dagli anni di Gasperini e Iuric fino alla Serie A con Stroppa e Messias, che fui io a scoprire. Ci sono stati errori, ma anche grandi successi. Non mi spaventa essere giudicato, so quanto ho dato al Crotone e quanto continuerò a dare per la città».

E sul campionato appena iniziato, l’ultima nota di fiducia: «Sono orgoglioso di aver rinforzato la squadra. Non è mai stanca, anche quando ha subito due gol frutto di disattenzioni. Un pareggio sarebbe stato giusto. Il Girone C è competitivo, ci sono club come il Benevento e noi non dobbiamo abbassare la guardia, soprattutto dal punto di vista atletico».

Danilo Ruberto

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