#BeneventoCrotone 2-1 | Floro Flores: «Quello che mi è piaciuto di più è stata la reazione, una reazione da squadra vera»

Il tecnico del Benevento esalta la risposta del gruppo dopo lo svantaggio e la maturità dei suoi: «Partite così ti fanno crescere e diventare calciatori»

A cura di Redazione
06 gennaio 2026 07:42
#BeneventoCrotone 2-1 | Floro Flores: «Quello che mi è piaciuto di più è stata la reazione, una reazione da squadra vera» -
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Al Vigorito avvolto dalla nebbia sembrava la serata giusta per il Crotone, capace di resistere a lungo e di colpire quando meno te lo aspetti. I rossoblù passano in vantaggio al 73’ con una splendida conclusione di Zunno, un gol che gela lo stadio e mette in salita la partita del Benevento. Ma la gara cambia volto nel finale: i sanniti, forti della superiorità numerica maturata già nel primo tempo per l’espulsione di Sandri, trovano energie, uomini e coraggio per ribaltare tutto. In dieci minuti arrivano prima il pareggio di Mignani all’82’, poi il colpo decisivo firmato Carfora al 90’+1, che consegna tre punti pesantissimi alla squadra di casa.

A fine gara, Antonio Floro Flores racconta una partita che va oltre il semplice risultato, lasciando spazio alle sensazioni e alla crescita del gruppo. «Sono quelle partite che ti rimangono dentro per come avvengono – spiega il tecnico del Benevento – perché alla fine abbiamo preso gol a quindici minuti dalla fine, un gol bellissimo, davvero stupendo. Quando subisci una giocata così puoi fare ben poco. Quello che mi è piaciuto di più, però, è stata la reazione: una reazione da squadra vera, che dimostra chi siamo. Anche attraverso partite come queste si cresce, si matura e si diventa calciatori».

Floro Flores non nasconde nemmeno un pizzico di fortuna nel finale:
«In casa mia si dice che… culo. Qualcuno dice che sono fortunato e oggi mi sento così», sorride, senza però sminuire il valore del gruppo.

Il tecnico sottolinea la profondità della rosa e l’impatto dei subentrati:
«Alleno giocatori importanti e lasciare qualcuno in panchina è sempre una scelta difficilissima. Oggi è la dimostrazione che chi entra può essere decisivo: Mignani ha segnato, ma quello che mi impressiona di questi ragazzi è la professionalità e la maturità, nonostante l’età. Non si lamentano mai: giocano o non giocano, magari sono arrabbiati come li voglio io, ma poi in campo e in allenamento danno tutto».

Ampio spazio anche ai meriti del Crotone: «Abbiamo affrontato una squadra molto ben organizzata, una delle più difficili da quando sono qui. Gioca bene a calcio, ha un allenatore preparato, ci ha chiuso tutti gli spazi. Quando sono rimasti in dieci è diventata ancora più complicata, perché si chiudevano e ripartivano con giocatori di grande qualità. Nel primo tempo hanno avuto tre o quattro ripartenze che potevano farci male e siamo stati bravi a recuperare».

Infine, lo sguardo va all’esperienza e alla gestione di partite sporche e combattute:
«Ogni gara ha la sua storia. Dopo le pause si rischia sempre qualcosa, l’ho visto in trent’anni di calcio. Non possiamo pensare di vincere sempre 4-0 per dimostrare supremazia. Anche queste partite vanno vinte così, con sacrificio, corsa, voglia, coltello tra i denti e portando a casa il risultato in qualsiasi modo».

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