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Amarcord | Massimo Loviso: «Crotone regala emozioni, città e pubblico fantastici»

Michele Affidato- Banner News

Amarcord | Arrivato in punta di piedi, con umiltà e voglia di mettersi nuovamente in gioco per concedere emozioni e soddisfazioni alla città e ai tifosi rossoblu. L’ex centrocampista del Crotone Massimo Loviso, a distanza di quasi un decennio, non dimentica il periodo vissuto nella città di Pitagora, esperienza che gli ha concesso grandi amicizie, regalando momenti indimenticabili dentro e fuori dal rettangolo verde.

Sei arrivato in Calabria via Torino, cosa ti ha spinto ad affrontare questa avventura?

«Sono arrivato a Crotone con grande voglia di dare il mio contributo e fare bene. In panchina sedeva Corini, tecnico che mi aveva voluto fortemente, era il mese di gennaio del torneo di Serie B 2010-11. Poi, alcuni risultati hanno portato al ritorno in panchina di Menichini. Mi avevano parlato sempre bene della città e della squadra e non ci ho pensato due volte accettando l’offerta del diesse Beppe Ursino».

Un ambiente ideale per fare calcio quello di Crotone.

«Mi sono trovato subito bene con la società, con i compagni e con i tifosi. E’ un’esperienza che porto nel mio bagaglio di ricordi. Crotone rimane tra le città dove sono stato meglio in carriera. Conservo ancora legami di amicizia e anche due anni fa quando giocavo a Cosenza non perdevo occasione di venire a Crotone per salutarli».

Due gare sono rimaste impresse nel cuore di Massimo Loviso, due match importanti di quelle due stagioni di Serie B.

«Nel primo torneo ricordo ancora oggi la gara Crotone-Atalanta 2-2, sfida che ricadeva nel periodo di Pasqua. Ricordo due grandi reti di Aniello Cutolo. Nel secondo anno ricordo molto bene un Crotone-Pescara 1-2, gara sfortunata per noi, ma nella quale al termine della gara il tecnico ospite Zeman parlò bene del nostro gruppo, facendo i complimenti a tutta la squadra e anche a me personalmente».

Dopo alcune stagioni qualche legame di amicizia è rimasto con gli ex compagni di quelle due stagioni.

«Ho avuto modo di sentire Florenzi, è capitato di sentire Sansone che ora gioca a Bologna che è la mia città. Ho avuto modo di sentire Gabionetta, Calil, Eramo, Abruzzese e Galardo. Sono rimasto in buoni rapporti con tanti ragazzi».

I legami di amicizia sono poi rimasti anche con tifosi rossoblu e con membri dello staff.

«Sento a volte un mio caro amico, parlo di Mino Papandrea, che saluto con affetto. Ma anche persone dello staff rossoblu come Giuseppe Falbo, Franco Alessi, Rocco Massara, “il mago”Antonio Lidonnici, tutte persone stupende».

In quelle stagioni la società rossoblu organizzò il quiz “Il Cervellone” gioco nel quale a mettersi in gioco erano i tifosi e anche i calciatori rossoblu.

«Cosa mi fate ricordare! Conservo bei momenti di quelle serate, ci ho partecipato con piacere. Era un modo per socializzare tra tifosi e anche tra noi compagni di squadra, una bella cosa».

Diversi i punti di ritrovo in città tra compagni nelle serate di svago.

«Noi il pranzo lo facevamo, tutta la squadra, da Carletto al Komè, poi capitava di mangiare al Lido Degli Scogli di Sposato oppure di andare al The Bounty Pub».

Crotone, città che offre mare a pochi metri e montagna a pochi minuti di auto.

«Veramente, è un posto stupendo. Dispiace solamente che se ne parli poco meriterebbe maggiore pubblicità».

Quale piatto crotonese ricordi dopo tanti anni?

«Le vrasciole! Spettacolari. Ma anche alcune pietanze piccanti, tutte buonissime».

Professionista esemplare ma anche ragazzi con un occhio rivolto alla solidarietà.

«In quegli anni aiutavo nel mio piccolo partecipando a serate organizzate da Kroton Community con il Camper. Lo facevo con il cuore. Poi sono stato scoperto, la cosa si è saputa e ho deciso di contribuire ad organizzare un amichevole per raccogliere fondi, è stato emozionante».

L.V.


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