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Amarcord | Giovanni Paschetta: «Crotone mi ha regalato grandissime emozioni»

Michele Affidato- Banner News

Amarcord | Una stagione e mezza vissuta con intensità, un lasso di tempo diviso in due parentesi in rossoblù. Un baluardo difensivo, un perno della retroguardia di una squadra che di fatto ha scritto una pagina di storia indelebile del Crotone e del calcio cittadino. Si tratta del difensore Giovanni Paschetta, calciatore che in Calabria ha vissuto pagine importanti della sua carriera e che in rossoblù ha lasciato la sua firma indelebile.

«Crotone ha rappresentato molto della mia carriera, quella in rossoblù è stata senza dubbio una stagione e mezza di grandi soddisfazioni, anche se divisa in due momento diversi della mia carriera. Ricordo in particolare la mia annata, un torneo disputato con mister Cuccureddu in Serie C1 che ci ha portato ad entusiasmare la città e scrivere una pagina indelebile della storia rossoblù».

L’arrivo a Crotone per sposare un progetto proposto da Raffaele Vrenna.

«Accettai l’offerta perchè la proprietà mi volle fortemente in rossoblù, venivo dall’esperienza al Cosenza. Quella stagione venne allestita una “super squadra”, un gruppo capace di stravincere il campionato».

Si ricorda di quell’annata per il testa a testa con l’Ancona.

«Iniziammo diciamo male la stagione ma poi, giornata dopo giornata, il nostro gruppo e i suoi valori sono venuti fuori. C’era una rosa di altissimo profilo, avevamo calciatori esperi ma anche giovani che poi nel corso degli anni hanno calcato grandi palcoscenici come la Serie A. Da Giampà ad Aronica, da Rossi a Deflorio, c’era un gruppo con un profilo altissimo per quel campionato. Non dimentichiamo che in quelle annate in Serie C1 giocavano calciatori come Toni e Iaquinta, e tanti altri che hanno calcato in seguito la Serie A».

Un gruppo forte che forse con qualche accorgimento avrebbe potuto anche tentare un doppio salto di categoria. «Sicuramente, era una squadra con calciatori che poi hanno fatto le fortune di altre piazze».

Che ricordo conserva della città?

«Non posso fare altro che parlare bene di Crotone, della società e dei Crotonesi. La città sicuramente nel corso degli anni si è evoluta anche sotto l’aspetto urbanistico. Ricordo che negli anni dove ho giocato in rossoblù non c’era lo stadio che c’è oggi, non c’era il Centro Sportivo, ci si allenava all’Ezio Scida. Oggi tutto è cambiato, Crotone e la sua dirigenza sono diventati una certezza del calcio regionale e nazionale».

Come passavate le giornate fuori dal rettangolo verde?

«Ci ritrovavamo in amicizia, anche tra compagni. Luoghi? Frequentavamo tra i tanti il Sax, era una nostra tappa».

Si sarebbe aspettato un giorno di parlare di un Crotone in Serie A?

«Sinceramente c’erano le basi, soprattutto l’impegno e l’amore della società. Sono stato felice di vedere gli squali in Serie A, sono stato anche presente in occasione dei festeggiamenti all’Ezio Scida della prima storica promozione con Ivan Juric. E’ sempre bello tornare a Crotone, la squadra e i tifosi rimangono nel mio cuore».

Nel secondo ritorno un pizzico di sfortuna.

«Si, la mia seconda esperienza durò poco e fu sfortunata perchè mi infortunai. Al mio posto giocò Maietta, che conosciamo tutti la carriera che ha fatto. Con Gasperini in quel torneo sfiorammo un altro risultato importante, la qualificazione ai Play-Off. Dispiace non avere raggiunto quel traguardo perchè sarebbe stato meritato».

Continua a sentire qualche compagno di quelle annate crotonesi?

«Si, siamo rimasti in amicizia. Capita di sentirci. Sono rimasto amico per dirne uno con Cardinale». Tante belle emozioni che farebbe anche piacere rivivere. «Posso dire di essere stato vicino ad allenare i ragazzi del Crotone, poi problemi tecnici con il patentino hanno fatto in modo che tutto non si concretizzasse, peccato».

L.V.

La rosa del Crotone 1999-2000

Piazza (p), Rossi (p); Aronica (d), Bocchetti (d), Erra (d), Ferrara (d), Marsala (d), Parisi (d), Paschetta (d), Pecorari (d); Carinale (c), Fialdini (c), Giampà (c), Grieco (c), Leone (c), Lo Gatto (c), O’Brien (c), Panzanaro (c); Deflorio (a), Elia (a), Fabbrini (a), Lorenzini (a), Pasino (a).

La formazione

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