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Amarcord | Francesco Mortelliti: «Il derby regala sempre forti emozioni»

Foto: Archivio
Michele Affidato- Banner News

Amarcord | Tre stagioni vissute intensamente da giovanissimo con la maglia di un Crotone in ascesa, poi l’addio e l’approdo nel corso della sua carriera per un anno solare con la maglia del Cosenza. Il centrocampista siciliano Francesco Mortelliti ricorda con affetto quelle stagioni di un calciato fatto di grandi talenti, sogni e aspettative, di “derby” e di tifoserie calde.

«Anche se siciliano sono arrivato tramite la Primavera della Reggina. Il mio approdo a Crotone si è concretizzato come Under nella stagione 1995-1996, era la stagione con Iacoponi e Corigliano. Abbiamo svolto un buon campionato».

Nella stagione succcessiva l’arrivo di mister Bruno Giordano e l’approdo in Serie C2.

«La stagione successiva siamo riusciti a vincere il campionato, è stata una stagione che mi ha visto anche protagonista. Poi l’annata successiva in Serie C2 siamo riusciti a vincere i Play-Off nella finale dello Stadio “Via del Mare” contro il Benevento, squadra allenata da mister Giancarlo Morrone».

Quella terza stagione è stata l’ultima in rossoblù.

«Si, diciamo che alcune scelte mi hanno portato a dovere cambiare maglia. Ho giocato con altre formazioni e dopo alcune stagioni sono ritornato in Calabria, però con la maglia del Cosenza».

Che ambiente ha trovato?

«Diciamo che a Cosenza sono arrivato per fare un torneo da protagonista, ho giocato due stagioni ma si tratta di un anno solare essendo arrivato nel mese di gennaio 2009 per andare via nel gennaio 2010, la squadra giocava in Serie C2 e riuscimmo ad approdare in Serie C1».

Da calciatore del Crotone e del Cosenza che differenze ha riscontrato nelle due città?

«Diciamo che ho giocato in due epoche differenti. A Crotone sono nato come calciatore muovendo i primi passi, a Cosenza, invece, sono arrivato da professionista maturo con l’obiettivo di vincere il campionato. Crotone è stata una sorta di “seconda casa”, la famiglia Vrenna mi ha cresciuto come un figlio».

Dalla Primavera della Reggina al Crotone, un percorso analogo a quello di Pino Tortora.

«Si, possiamo dire di sì. Con Pino sono molto amico, ma anche con altri ex calciatori del Crotone come Antonio Caputo e Gino Porchia, due persone stupende con le quali conservo ancora un rapporto di amicizia».

Annate importanti quelle vissute in Calabria in un momento storico dove la Serie C ospitava grandi talenti.

«Era un calcio molto competitivo, in Serie C militavano alcuni elementi che avrebbero tranquillamente potuto giocare in categorie superiori. Ho conosciuto diversi talenti che avrebbero meritato maggiore fortuna, alcuni hanno vestito anche la maglia del Crotone».

Il Crotone nel weekend affronterà il Cosenza al “San Vito – Marulla”, una gara che lei conosce bene.

«Ho avuto modo nella mia carriera di giocare con entrambe le maglie, ho anche giocato un “derby” nel quale ho segnato, con la maglia del Cosenza, un gol al Crotone in amichevole, era la stagione 2009-2010».

Quali sensazioni concede ai calciatori l’attesa e la successiva disputa di una gara così sentita dalle tifoserie?

«L’attesa è lunga, i tifosi non perdono occasione di spronarti. Il derby trasmette sempre delle emozioni, vincere una gara tra corregionali è sempre un motivo di orgoglio. Non è una gara come tutte le altre, rappresenta un match sempre aperto ad ogni genere di risultato».

Il Cosenza arriva a questo match con positività, il Crotone con qualche problema.

«Il Cosenza sta facendo bene sopratutto dopo le vicende estive. Il Crotone deve ancora lavorare, ma ha una rosa per fare bene».

L.V.

 

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