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Amarcord | Pietro De Giorgio: «Crotone realtà stupenda, quando arrivi non vorresti più andare via»

Michele Affidato- Banner News

Sei stagioni e mezza con la maglia rossoblu, annate vissute da protagonista e  tutte in cadetteria. Dopo una lunga gavetta l’approdo a Crotone al termine dell’esperienza con la maglia dell’Empoli. Una maglia pesante sulle spalle, la numero “10”, sinonimo di qualità ma anche di responsabilità. Il centrocampista Pietro De Giorgio ricorda con affetto le annate vissute con la squadra crotonese, annate importanti della sua carriera, stagioni nelle quali si è sofferto ma anche gioito con risultati conseguiti che hanno riscritto le pagine moderne della storia del club. Il “Messi” di Praia a Mare, questo l’appellativo con il quale la tifoseria rossoblu ha ribattezzato suo attaccante, dotato di grande tecnica e visione di gioco, dribbling ubriacante ma soprattutto colpi di assoluta classe.

Arrivato in Calabria nella stagione di Serie B 2010-2011, Pietro De Giorgio ha collezionato 186 presenze siglando inoltre 12 reti, concludendo la sua avventura a Crotone con la conquista della prima “storica” promozione in Serie A e il passaggio, nella sessione invernale 2016-2017 al Latina in Serie B.

«Prima di arrivare a Crotone ero all’Empoli, ricordo che arrivò una chiamata dai rossoblu, si venne a creare questa possibilità di ritornare in Calabria per me che sono di questa regione, una possibilità per potere fare rientro a casa dopo tanti anni di lontananza da questa terra. Accettai subito la proposto e da qui ebbe inizio la mia avventura crotonese».

Oltre sei stagioni vissute da protagonista, tutte intense e con differenti sfaccettature.

«Ho vestito questa maglia per oltre sei campionati ma posso dire che ogni stagione è stata particolare, tutte diverse tra di loro. Nella prima riuscimmo a conquistare la salvezza, obiettivo della società. Poi abbiamo vissuto un paio di stagioni difficili con una salvezza conquistata in extremis, facendo grossi sacrifici e sfruttando un gruppo forte. Ricordo inoltre una delle migliori annate con Massimo Drago, la stagione che portò la squadra a disputare per la prima volta i Play-Off, una squadra che rappresentava il giusto mix di esperienza e gioventù. Sono contento di essere stati presente in queste annate perchè hanno gettato le basi per andare a dare vita alla squadra che oggi tutti possiamo ammirare in Serie A. Un filo conduttore di tutte queste stagioni è stata la capacità della squadra, al di la del traguardo raggiunto, di giocare bel calcio».

L’ex calciatore rossoblu, nonostante gli anni, continua a conservare un bel rapporto con alcuni compagni di squadra.

«Sento spesso Antonio Galardo, ma potrei dirne tanti altri, per esempio di recente ho incontrato Andrea Nalini. Un rapporto particolare si è venuto a creare a Crotone con Aniello Cutolo, che ancora oggi è uno dei miei migliori amici».

Tra le varie gare disputate in maglia rossoblu Pietro De Giorgio ne ricorda una in particolare.

«Ricordo una gara casalinga contro la Triestina che per noi era di fondamentale importanza per la categoria, ma potrei dirne tante altre…».

Non solo campo ma anche vita di tutti i giorni, la militanza crotonese ha lasciato bei ricordi all’attaccante.

«Su aneddoti potrei scrivere un libro. Ho vissuto sei anni con un grande rapporto con Pasquale Liguori, con lui proseguo un rapporto veramente forte che mi lega alla città di Crotone. Una persona speciale con la quale ho trascorso tanto tempo fuori dal rettangolo verde. Insieme a lui e ad altri frequentavo sempre il Bar Manhattan in pieno centro, ma anche mi verrebbe da dire Cafè do Brasil e tanti altri. Grazie a loro ho stretto forti rapporti ed è stato come sentirmi anche io crotonese».

Crotone, città piccola ma che rimane nel cuore. La conferma arriva dallo stesso attaccante.

«Mi verrebbe da utilizzare una battuta di un film recente, “Benvenuti al Sud”, per fare capire quello che si prova quando si arriva a Crotone. Questa città ti rimane dentro,  quando vieni a Crotone piange due volte: quando arrivi e soprattutto quando vai via, ecco a Crotone succede anche questo. Quando si arriva ci si deve abituare all’ambiente, però già dopo un mese tra il calore della gente e la familiarità che ti fa vivere la società tutto cambia, inizi a star bene e non vorresti più lasciare questo posto».

Conclusa da poco la carriera da calciatore per Pietro De Giorgio si apre la strada da allenatore.

«Ho smesso da poco, ho deciso di provare a fare l’allenatore venendo consigliato da Ivan Juric e dal diesse Beppe Ursino. A chi mi ispiro degli allenatori rossoblu? Posso dire di averne avuti diversi, ognuno però ti lascia qualcosa, ho provato a cogliere il meglio da tutti. Speriamo di riuscire in questo percorso. Allenare il Crotone? Mai dire mai, ora però vivo questa esperienza in modo spensierato senza pormi obiettivi o limiti, vedremo più avanti quale sarà il cammino da seguire».

Leonardo Vallone


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