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Amarcord / Ambrosi: «Crotone, città con atmosfera unica» L'attaccante rossoblu è stato protagonista a suon di reti con la maglia rossoblu

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Una carriera passata a cercare la via del gol, una filosofia legata ad una passione, quella per il calcio che lo ha portato nella sua carriera in giro per l’Italia da nord a sud sempre con la stessa determinazione. Il “Re Leone” Alessandro Ambrosi ha militato in maglia rossoblu per tre stagioni, la più redditizia è quella legata al campionato di serie C1, girone C dell’anno sportivo 1998-1999 con 31 presenze e 19 reti, prima di ritornare dopo la parentesi al Monza in maglia pitagorica questa volta in serie B nei tornei 2000-2001 è 2001-2002 dove il bottino finale dell’esperienza vedrà 17 presenze e 5 reti. Ricorda bene quelle stagioni l’attaccante nativo di Fiuggi.

«Io arrivai a Crotone dalla squadra della Cavese nell’anno della promozione in C1 nella stagione 1998-1999. Il ricordo  che conservo è quello di una  piazza ambiziosa. Il mio arrivo si concretizzò dopo avere raggiunto un accordo con la presidenza. In quel frangente arrivò mister Silipo. Ho avuto un’annata molto positiva, eravamo un’ottima squadra e in quella stagione divenni il capocannoniere del torneo. Sono stato colui che è riuscito a segnare il primo gol nella storia del club in serie B e la mia crescita professionale ha viaggiato di pari passo con la crescita in quegli anni della squadra».

Un arrivo a Crotone in una città con voglia di calcio e che sognava in grande, non dimentica qui giorni di fatica e passione.

«La città era molto diversa rispetto a ora, il territorio usciva dai tristi fatti dell’alluvione ma si respirava comunque una bella atmosfera. Ricordo veramente partite con tanta gente, persone sparse da tutte le parti, tifosi presenti anche dal vicino ospedale, una passione e un calore che ho trovato veramente da poche parti».

Un bomber di razza che ha segnato tanti gol sopratutto a Crotone, tra questi però Alessandro Ambrosi ne ricorda uno in particolare.

«Ho segnato tanti gol belli e importanti ma quello che ricordo ancora con piacere è il primo siglato in casa, quando tra l’altro ebbi un incidente di gioco che mi portò a subire un infortunio al volto, subendo dal portiere una scarpata in faccia, episodio che mi costò alcuni punti di sutura. La gara in questione era quella contro il Giulianova, fu un gol importante per me nonostante la sconfitta finale. Ricordo quella marcatura perchè rappresenta l’emblema di come io personalmente vivevo le partite e il calcio».

Un nomignolo quello di “Re Leone” che è nato proprio dall’esperienza in maglia rossoblu.

«E’ nato a Crotone, tutto nasce dal fatto che io portavo in quelle stagioni i capelli lunghi, li nacque un nome che mi accompagnò durante il corso della carriera. In quelle stagione c’era Batistuta che segnava gol in Serie A, ci fu questo accostamento e tutto arrivò dalla fantasia dei tifosi, una qualità che alla gente di Crotone di certo non manca».

Tra i tanti compagni di squadra, Alessandro Ambrosi ha stabilito un grande legame con un ex rossoblu in particolare.

«Sono stato bene con tutti i miei compagni, mi verrebbe da dire Pino Tortora che rimane un ragazzo eccezionale, all’epoca ho instaurato un bel rapporto anche con Andrea Deflorio con il quale ho avuto il piacere di giocarci anche nella militanza al Taranto, però a livello di compagni sono rimasto particolarmente affezionato a Jimmy Fialdini, una amicizia che è andata oltre all’esperienza di Crotone, siamo stati insieme anche a Pisa e rimane un ragazzo eccezionale al quale rimango legatissimo anche per discorsi extra calcistici».

Il Crotone nel corso degli anni è cresciuto, giungendo fino in Serie A, una ambizione velata, un sogno che si è poi realizzato.

«L’ambizione della società c’era. Per noi raggiungere la serie B era già una cosa eccezionale, per questo va reso merito alla presidenza, al dottor Gualtieri e a Ursino che nel corso degli hanno hanno raggiunto grandi risultati. Sono stati molto abili a pianificare le stagioni tra serie C1 e cadetteria, fino a raggiungere questo grande traguardo e mantenere la categoria lo scorso anno. Una salvezza che vista dall’occhio del tifoso, devo dire di averci sperato, ma dal lato razionale forse nemmeno il più ottimista dei tifosi ci avrebbe scommesso. Sono stati bravi a crescerci nonostante tutto, i risultati sono arrivati e hanno creato uno spettacolo che si è concretizzato con un grande finale di stagione».

Il Crotone in questa stagione è chiamato alla nuova impresa, quanto ci crede Alessandro Ambrosi?

«Il Crotone arriva a questa stagione sicuramente meglio, con maggiore consapevolezza nei propri mezzi. L’addio di Nicola lascia sicuramente un vuoto, essendo lui ormai entrato nei meccanismi della squadra e della piazza. Mi auguro che Zenga possa trovare i giusti equilibri e portare la squadra alla salvezza che sicuramente non sarà facile ma è possibile. Lo scorso anno i rossoblu avevano un uomo come Falcinelli che riusciva a concretizzare le occasioni offensive, quest’anno la squadra dovrà attingere a consapevolezza e compattezza per sopperire alle difficoltà. Se la squadra riuscirà a rimanere compatta potrà sicuramente giocarsela fino alla fine e centrare l’obiettivo».

V.L

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